Pianeta Milan archivio2014 FOCUS PM – BENITEZ: L’EX INTERISTA MOLTO POCO…INTERISTA

FOCUS PM – BENITEZ: L’EX INTERISTA MOLTO POCO…INTERISTA

Edoardo Lavezzari

Rafa Benitez (fonte foto: www.mirror.co.uk)
Domenica il Milan sfiderà, per la sesta volta, una squadra allenata da Rafael Benitez. Il bilancio contro il tecnico spagnolo è di due sconfitte (le gare di campionato della scorsa stagione), un pareggio (la finale di Istanbul del 2005, poi persa ai rigori) e due vittorie (la finale di Atene del 2007 e il derby Inter-Milan del novembre 2010); proprio quest’ultima gara è legata al momento più controverso della carriera di Benitez. Ingaggiato nell’estate 2010, lo spagnolo raccolse una pesante eredità: sostituire José Mourinho alla guida di una squadra che aveva centrato uno storico triplete (Scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni) e cercare di ripetere tale impresa (o fare meglio visto che erano in calendario anche la Supercoppa europea e il Mondiale per club). Già durante il precampionato emerse scarso feeling tra tecnico, società e squadra, in particolare con Materazzi: l’ex difensore ha raccontato (in un’intervista a «Undici») che gli fu fatto togliere dall’armadietto dello spogliatoio di Appiano Gentile le prime pagine dei giornali dedicati al triplete e alla vittoria del Mondiale 2006, aggiungendo che l’allenatore «Pensava di sapere tutto, ma uno che fa così ha paura pure della sua ombra».Anche con la dirigenza il rapporto fu negativo: in estate, intuendo che il ciclo vincente era vicino all’epilogo, chiese dei rinforzi (un nome su tutti: Dirk Kuyt, allenato a Liverpool per quattro anni) ma la società, dopo aver ceduto Balotelli al Manchester City, decise di rinforzarsi riscattando dal Parma Jonathan Biabiany e Mcdonald Mariga, e acquistando Philippe Coutinho dal Vasco da Gama (il tutto mentre il Milan comprava nell’ultima settimana di agosto Ibrahimovic e Robinho). Mentre all’estero sono arrivati i risultati (qualificazione agli ottavi di finale in Champions League e vittoria della Coppa del mondo per club) il rendimento della squadra in campionato è altalenante: a metà dicembre la squadra è a 13 punti dalla vetta (con due partite in meno) con 6 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte (contro Roma, Milan, Chievo e Lazio) e per queste ragioni Moratti decise di mandarlo via, durante la sosta natalizia, e sostituirlo con Leonardo.Il rapporto tra i due non si è mai ricucito, al punto che lo scorso aprile l’ex presidente interista ha affermato che lo spagnolo «Non ha sopportato la vittoria di Mourinho e si è fregato da solo. C’era una squadra felice, pronta a ripetersi, contenta di quello che aveva ottenuto e invece è stata analizzata e criticata in termini tali per i quali noi stavamo quasi attenti a dire che avevamo vinto un mese prima per non rovinare il nuovo percorso. Questo è stato punitivo nei confronti della società e dei giocatori». Da queste dichiarazioni Benitez emerge come un allenatore che ha combinato solo disastri, mentre in realtà dovrebbe essere rimpianto da tutto l’ambiente nerazzurro, essendo stato colui che ha riportato la squadra milanese sul tetto del mondo 45 anni dopo Helenio Herrera.Ora, alla guida del Napoli, Rafa lotta per vincere quello scudetto che con l'Inter non ha avuto la possibilità di guadagnarsi. La sua squadra, quest'anno come l'anno scorso, soffre in maniera terribile in difesa e troppo spesso spreca occasioni importanti, proprio come il Milan, ma il suo Napoli resta comunque una delle squadre migliori del campionato, domani sera il Milan dovrà fare molta attenzione.Stefano Sette