FOCUS DE JONG: GRINTA, GEOMETRIE E… GOL! DATEGLI LA FASCIA
Arianna Alborghetti
Nigel De Jong - fonte Profilo Twitter De Jong“O capitano, mio capitano” è una delle frasi più significative del capolavoro cinematografico de L’attimo fuggente, ma non è entrata nella speciale classifica delle migliori cento citazioni di sempre. Al 95° posto, però, sempre dal film interpretato da Robin Williams troviamo questa: “carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita.” D’altronde, come dargli torto? Non è una semplice battuta di un film, ma è una perla di saggezza da tenere sempre ben salda in testa.Chi di sicuro non l’ha mai dimenticata è Nigel De Jong. Il cronometro segna il minuto 23’ del secondo tempo, quando l’olandese coglie l’attimo per rendere straordinaria la sua vita e quella di tutti i tifosi rossoneri: il centrocampista pressa e ruba palla ad Antonio Cassano, quello scappato dal Milan dopo che, sempre proprio il Diavolo, gli aveva salvato la vita. Già, ma non si limita a questo. Nigel abbassa la testa e carica dritto verso la porta di Mirante, sembra un toro che ha visto una bandiera rossa, è furente: colpisce di destro e i tifosi, da dietro la porta, seguono il pallone rotolare sul prato verde; sembra destinata a colpire il palo, invece rotola morbidabente nella pancia della rete. Si, De Jong ha colto l’attimo, ma al gol è seguita un’esultanza straordinaria: l’olandese gonfia il petto di fronte ai propri tifosi, alza la testa e fa il saluto militare.Già, Nigel non è il semplice centrocampista di contenimento davanti alla difesa, Nigel non scende in campo solo con le scarpette ai piedi. De Jong ha l’elmetto ben allacciato in testa e la baionetta sempre pronta in mano, l’olandese è il capitano che tutti vorrebbero avere in un combattimento: un soldato in trincea si sentirebbe più al sicuro se accanto a se avesse il capitano con il numero 34 sull’elmetto. Nigel non si limita a giocare, ma detta il respiro dei suoi compagni: se c’è un compagno in difficoltà, lui è il primo che giunge a dar man forte., se c’è da lanciare un attacco, lui è il primo che lo chiama, se c’è da temporeggiare e vedere come si comporta il nemico, lui lo sa. Nigel non indietreggia mai, ma controlla ogni singola mattonella di campo. Ieri ha fiutato l’occasione di un’azione all’arma bianca e non ha tentennato a buttarsi. Inzaghi è stato chiaro fin da subito, quando ha detto di voler creare una squadra di uomini veri e De Jong ha dato una risposta chiara e forte al suo allenatore. Uomo vero e professionista esemplare, tanto che i tifosi chiedono a gran voce di premiarlo con la fascia da capitano al braccio. Nigel capitano per condurre i suoi compagni e noi tifosi verso la battaglia di sabato. D’altronde, con una guida così, anche, la Juventus farebbe meno paura.Paolo Nicoli