BRUTTE FIGURE E STRESS: LA GUINNES CUP E’ UN BOOMERANG
Edoardo Lavezzari
Adriano Galliani e Barbara berlsuconi (fonte foto: www.datasport.it)Reduce da una delle peggiori stagioni della sua storia, sicuramente la più difficile nell'era Berlusconi, per motivi anche extracalcistici, il Milan iniziava la nuova stagione carico di speranze e con un progetto tutto nuovo. Un progetto ambizioso, affidato a Filippo Inzaghi. Il nuovo allenatore è parso subito motivato e foriero di novità, ad iniziare dal 4-3-3 modulo ormai abbandonato da tempo dai rossoneri. Inzaghi poi ha fatto capire di voler visionare personalmente tutti i giocatori prima di decidere chi tenere e chi cedere e come se non bastasse ha dovuto iniziare il suo lavoro con una squadra minata dalle tantissime assenze portate dal Mondiale.In un questa situazione, molto difficile, il Milan aveva un imperativo, partire forte per riconquistare i tifosi, delusi dall'ultima stagione e da un mercato che non incolla. Invece i rossoneri, come troppo spesso è accaduto negli ultimi anni, ai primi test impegnativi si sono sciolti come neve al sole. I 3 gol presi dall'Olympiakos e i 5 dal Manchester City lasciano il segno e distruggono le poche certezze acquisite in ritiro.A questo punto non possiamo non chiederci se non sia meglio evitare eventi come la Guinnes Cup. E' vero, portano soldi nelle casse di Via Aldo Rossi, ma è altrettanto vero che il "brand" (parola decisamente di moda dalle parti di Casa Milan) rossonero perde lustro dopo due sconfitte del genere. Ancora più grave però è il risvolto sportivo di questa situazione. Inzaghi ha bisogno di tempo e di giocatori concentrati per far assimilare al meglio le sue idee ad una squadra che nel frattempo deve lavorare molto anche dal punto di vista fisico.Forse, anzi sicuramente, sarebbe meglio evitare lo stress di una tournè così impegnativa, le brutte figure annesse e concentrarsi sul campo. Le vittorie di luglio passano, le umiliazioni invece restano e il Milan adesso non può più permettersi figure di questo genere.