Pianeta Milanarchivio2014BALOTELLI HA RAGIONE: “MILAN, MA DOVE ANDIAMO CON UN GIOCO COSI’?”
BALOTELLI HA RAGIONE: “MILAN, MA DOVE ANDIAMO CON UN GIOCO COSI’?”
Redazione
Fonte: calcioweb.eu“Ma come cavolo facciamo a fare gol se giochiamo così??”. La domanda se l’era posta Mario Balotelli, in allenamento, dopo l’ennesimo cross sbagliato e all’indomani del pesante ko incassato contro il Manchester City.In molti avevano visto in quella provocazione detta a voce alta, con i giornalisti presenti, la solita ‘balotellata’, l’ulteriore segno di insofferenza di SuperMario nei confronti dei compagni di squadra. In realtà, quella domanda suona oggi come un campanello d’allarme importante e per niente trascurabile. E’ un grido disperato d’aiuto.Perché andando avanti così è dura. E’ dura fare reparto da solo, è dura passare 90 minuti senza una palla giocabile, è dura battersi sempre contro i mulini a vento. Parti volenteroso, magari, ma poi finisci presto per spegnerti, immalinconirti e arrabbiarti. E’ stato così anche con il Liverpool. Attenzione, lo è per Mario, ma lo è anche per Pazzini. Là davanti sembrano le isolate particelle di sodio che si vedono in tv in quella famosa pubblicità dell’acqua. Fanno tenerezza.Non l’ha espresso stavolta, ma il secondo pensiero di Balotelli potrebbe suonare così: “Mi chiedono di giocare da vero uomo d’area, ma se non mi arriva una palla… come si fa??”. Ha ragione Mario. Stavolta sì. Non può sempre prendersi tutte le colpe, in Nazionale come al Milan.In entrambi i casi il gioco era, è stato ed è pari allo zero assoluto. Anche con il Liverpool i progressi evidenziati in fase difensiva sono stati spazzati via dal nulla cosmico in fase di possesso palla. Lanci lunghi, pochissime idee e scarsissima attitudine a muoversi in sincrono e senza palla. I giocatori che sanno dare del tu al pallone albergano ormai lontano da Milanello e all’orizzonte il mercato pare non avere regali per le mani. Di più, non ne sono proprio previsti in quella zona del campo. Come se fosse superfluo.#Apostocosì il Milan non lo è affatto. Da tre anni ormai il gioco è riassumibile in un banale ‘palla lunga e pedalare’. L’Ibra-dipendenza è stata trasformata (con scarsissimi risultati) in ‘palla sull’esterno e poi vediamo’.Il terzino è chiamato a spingere, ma senza l’appoggio dei compagni, immancabilmente, punta il fondo e sparacchia un cross nel nulla, senza senso. All’attaccante esterno di turno, invece, viene chiesto di fare tutto da solo, prendere palla e partire, manco fosse Messi. Il più delle volte si incaponisce e si scontra contro il muro difensivo avversario.In tutto questo pare normale l’involuzione di El Shaarawy, incapace di dialogare con i compagni, volenteroso ma inefficace. Sembra il gemello diverso di M'Baye Niang. Non c’è un gioco, non c’è uno schema, un movimento coordinato o studiato. Siamo a metà preparazione estiva quindi il tempo c’è ma occorre un’inversione netta di rotta, in campo e sul mercato. Questo è un Milan mediocre, senza girarci intorno. #Apostocosì?