ilgiorno.itDomenica sera il Milan ha battuto l'Inter in uno dei Derby meno affascinanti e spettacolari della storia recente: lontano anni luce dalle Semifinali di Champions, dalle sfide scudetto e in generale dai fasti del passato. In palio 'solo' la qualificazione all'Europa League, che di questi tempi a Milano resta comunque un'ancora di salvezza per una stagione molto complicata. Ecco dunque #3motivi per cui la stracittadina di quest'anno ha deluso particolarmente e può essere definita 'mediocre'.1. LO SPETTACOLO DOV'E'? - Non ci si aspettava certo una gara come quella tra Real Madrid e Bayern Monaco, ma qualcosa in più poteva essere fatto per rendere la sfida più spumeggiante. Le azioni sono state poche e disordinate, le giocate più interessanti si sono viste solo in fase difensiva o su calcio piazzato. Da una parte Kakà e Balotelli si sono illuminati solo a tratti, dall'altra Kovacic e compagni non hanno mai prodotto nulla: De Jong ha meritato ampiamente il titolo di MVP, ma, senza nulla togliere all'olandese, questo la dice lunga sulla qualità dello spettacolo.2. LA GUERRA DEI POVERI - 108 punti complessivi, 57 per l'Inter, 51 per il Milan: mai le due squadre si erano presentate alla stracittadina portando un bottino così misero. Nel recente passato le due milanesi erano sempre arrivate alla sfida con grandi motivazioni e traguardi prestigiosi all'orizzonte: quest'anno si ambisce all'Europa League, che fino a pochi anni fa veniva brutalmente snobbata da entrambe le società.3. LIMITI NELLA ROSA (E NELLA MENTALITA'...) - Se non si è visto un grande spettacolo, sicuramente si può individuare nei limiti qualitativi delle rose una delle cause portanti. Difficile individuare un vero Top Player nella notte di San Siro: sicuramente si sono visti giovani interessanti e di prospettiva come Kovacic, giocatori sempre sull'orlo della consacrazione come Balotelli, e campioni ormai arrivati al Canto del Cigno come Kakà, ma la verità è che mancavano quel Fenomeni in grado di fare la differenza. Si parla degli Ibrahimovic, degli Sneijder, tanto per ricordarne due recenti, senza scomodare mostri sacri del passato come Ronaldo o Shevchenko. Ma i limiti purtroppo non erano relativi solo ai giocatori, ma anche alla mentalità con cui sono scese in campo le due squadre: soprattutto per quanto riguarda l'Inter, è sembrata mancare quella cattiveria agonistica che da sempre contraddistingue il derby. Alla fine ha vinto il Milan, che ha voluto di più la vittoria, senza comunque strafare.