Pianeta Milan archivio2014 #3MOTIVI PER NON TORNARE AL 4-3-1-2

#3MOTIVI PER NON TORNARE AL 4-3-1-2

Federico Albrizio

Silvio Berlusconi e Filippo Inzaghi - fonte www.sport.sky.it
Terminata una delle stagioni peggiori della storia recente rossonera, il Milan è già proiettato al futuro e alla ricostruzione della rosa. Il primo nodo (allenatore, ndr) sembra ormai sciolto, con la separazione da Seedorf e la promozione di Inzaghi, ma continua a tenere banco la confusione tattica della squadra: il presidente Berlusconi vuole il ritorno al 4-3-1-2, che Clarence aveva rifiutato e Superpippo invece sembra appoggiare. Ma è davvero questa la soluzione migliore per il Milan? Vi proponiamo #3Motivi per cui invece il nuovo tecnico dovrebbe percorrere altre strade.1. Altri moduli hanno funzionato meglio - C'è un vecchio detto che recita "Squadra che vince non si cambia", il Milan sembra volerlo ignorare. Con Seedorf in panchina i rossoneri hanno conquistato molti punti e migliorato il proprio gioco e parte del merito va indubbiamente alla scelta del modulo: con il 4-2-3-1 prima e con il 4-4-1-1 la squadra ha coperto meglio gli spazi e impostato manovre offensive più convincenti. Ritornare a una disposizione con un fantasista dietro a due centravanti il Milan rischia di perdere l'imprevedibilità che un gioco sviluppato sugli esterni può garantire, senza contare la possibile perdita di equilibrio in fase difensiva: la mole di lavoro che spetterebbe al trequartista nel pressing è notevole e questo potrebbe condizionare non solo la tenuta della squadra, ma anche minare alla lucidità del giocatore quando poi chiamato in causa in attacco.2. Mancano i giocatori adatti - La scelta di utilizzare il 4-3-1-2 non sarebbe in linea con l'attuale composizione della squadra e richiederebbe un mercato faraonico: la rosa infatti dispone di una gran quantità di esterni, che di colpo si troverebbero senza ruolo, tra i quali spicca Stephan El Shaarawy. Il Milan dovrebbe dunque muoversi per la cessione di questa batteria di giocatori per poi gettarsi nel mercato dei centrocampisti (servirebbero almeno 3-4 interni nuovi considerando anche il lungo stop di Montolivo, ndr) e delle punte, potendo contare solo su Balotelli, Pazzini e il rientrante Matri.3. Balotelli non è una prima punta - Mario ha delle qualità tecniche indiscutibili, ma altrettanto indubbio è parso il suo scarso feeling con il lavoro sporco tipico del centravanti: il meglio di sé l'ha dato accoppiato con una punta vera come Pazzini, agendo alle sue spalle e sfruttando gli spazi aperti dall'attaccante di Pescia. Giocare in linea con il compagno di reparto nel 4-3-1-2 lo costringerebbe a stazionare in area di rigore, a stretto contatto con i difensori avversari, dalla cui marcatura è solito allontanarsi per poter gestire il pallone fronte alla porta. Il Milan dovrà tenere conto anche di questo fattore, a meno che il progetto non preveda la cessione di Balotelli a favore di un centravanti puro.