MILAN, SIAMO AL PARADOSSO. BALOTELLI COMBATTE SOLO CON I MULINI A VENTO
Redazione
fonte: ilgiorno.it"Non abbiamo giocato una brutta partita", Allegri dixit. Ma nemmeno una buona gara, verrebbe da dire. Il Milan di adesso è questo: si deve accontentare di non giocare male. Siamo al paradosso. Abbastanza bene nel primo tempo, in calando il secondo, tanto da chiudere in sofferenza contro una Lazio che quest'anno non è certo una iradiddio. Tolto Kakà, che sembra sul sentiero della rinascita, Montolivo e De Jong la squadra sembra annichilita, timida, senza carattere. Una costante, quest'ultima, che comincia a diventare preoccupante. Un'involuzione contagiosa, che ora ha attanagliato anche Mario Balotelli. Cosa gli stia capitando è un vero mistero. E' arrivato a Milano circondato da un'aurea di positività e simpatia, si ritrova qualche mese dopo prigioniero dei soliti spettri. Vive da bersaglio mobile, si sente un bersaglio mobile. La critica e i media non lo aiutano, ma lui e il suo enturage non fanno niente per aiutarsi da soli, intenti soltanto a combattere le solite, inutili battaglie. Spesso si esagera, ma se dall'Italia all'Inghilterra il trattamento è sempre lo stesso, forse sarebbe giusto chiedersi perchè e fare un po' di autocritica. SuperMario (che di Super in questo momento non ha niente) sembra Don Chisciotte, impegnato in una guerra, quella con i mulini a vento, che non può vincere. Vivi e lascia vivere, Mario? Ecco, allora smettila di preoccuparti di quegli stupidi pettegolezzi che ti circondano. Inutile farsi il sangue amaro. "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" suggeriva Virgilio a Dante nell'Inferno. Fai lo stesso. E ricordati che la vita non è una guerra, tanto più se di professione fai il calciatore. Il calcio è un gioco. Sorridiamo tutti un po' di più. E prendiamoci meno sul serio.