Domani si disputerà il match tra Milan e Barcellona,una sfida dal sapore particolare per vari motivi: il blasone delle due squadre in campo,la storia che hanno fatto per la propria nazione e per il Continente, il relativo peso a portare quella maglia sulle spalle e sopratutto l'antica rivalità che hanno queste due formazioni tra di loro. Domani , però , ci sarà un calciatore che sentirà la partita più di tutti ed è Ricardo Kakà. Ricky è ritornato a casa sua dopo una lontananza durata ben 4 anni, dal 2009 al 2013, lontananza che lo ha fatto trasferire a Madrid ,precisamente nel Real. Già, il Real Madrid, squadra che da sempre è l'antagonista per eccellenza del Barcellona, squadra che ha puntato molto sull'allora ventisettenne talento brasiliano, squadra che punta sempre ad essere la migliore in tutto nei confronti della formazione blaugrana. Ricardo arriva tra la gioia generale per aver portato a casa uno dei migliori talenti in circolazione, se si conta che ha vinto un Pallone d'Oro,uno Scudetto,una Champions League,due Supercoppe Europee,una Supercoppa Italiana e un Mondiale per Club, si rimane abbastanza basiti davanti a un palmares del genere . Al Real trova un gruppo grintoso e già collaudato,pronto ad accogliere il giovane Ricky. Ma per un motivo o per un altro non ha mai potuto incidere come sapeva fare e come ha incantato S.Siro con le sgroppate che facevano tremare chiunque si trovasse davanti a questo tornado di velocità e tecnica. Non ha avuto un bellissimo feeling con la maglia delle merengues dato che sempre viene segregato in panchina ad essere la seconda o terza scelta e inoltre non ha mai avuto un rapporto idilliaco con nessuno degli allenatori che lo hanno allenato a Madrid, ovvero Maximiliano Pellegrini e lo 'Special One' Josè Mourinho, nemmeno suo padre calcistico, Carlo Ancelotti, ha provato a rilanciarlo. Sembrava l'inizio della fine per la carriera del 'Bambino d'Oro', destinato a fare la vita da panchinaro e peggio ritirarsi anticipatamente. Cercava una mano per rialzarsi,un scala per risalire e questa dose di fiducia gliela ha potuta dare solo chi lo ha visto crescere e diventare uomo, il Suo Milan. La squadra rossonera gli ha proposto la strada del rilancio e lui senza batter ciglio ha accettato di buon grado di tornare a Casa. L'arrivo di Ricardo ha suscitato una grandissima gioia, dimostrando che la voglia di vedere la 22 con il nome " KAKA' " sulle spalle è tanta e non è mai tramontata del tutto, ma, se da una parte c'è la felicità generale, dall'altra c'è chi rumoreggia sull'arrivo di Ricky, rumors giustificati da vari fattori , in primis dal fatto che serviva un difensore anziché un trequartista. Vero, ma non del tutto, perchè sembra impossibile pensare che un milanista con la "M" maiuscola non sia felice di rivedere Kakà a S.Siro con la maglia a strisce rosse e nere. Ritorniamo alla partita. Proprio quella partita che potrà essere il match del risveglio del Leone,quella partita che fino a pochi mesi fa,con un altra maglia, veniva chiamata 'Clasico' da Ricky, contro quella squadra che registra 0 come gol subiti dal fantasista brasiliano e, poco ma sicuro, il non più giovanissimo Ricky vorrà cambiare al più presto, perchè no, magari anche domani. Domani si vedrà se verrà sfatato il Tabù Kakà-Barça, domani vedremo il ritorno della 22 in campo in Champions a S-Siro e torneranno alla mente le partite più belle: contro il Celtic,il Manchester United, la Finale di Atene, ma intanto si gioca Milan-Barça.
MILAN-BARCELLONA:UNA SFIDA CON UN OSPITE SPECIALE
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