Fonte foto: calciomercato.itE' arrivato tra l'ovazione. E' arrivato tra la gioia. E' arrivato anche tra un po di perplessità. E' arrivato, anzi è ritornato, Ricardo Kakà. Raggiunti i microfoni dei primi giornalisti ha subito fatto chiarezza sui suoi obbiettivi stagionali, vincere con il Milan volendo essere il leader di questa squadra. Capitano "ufficiale" non può esserlo, perchè è Montolivo, ma è il capitano della grinta, della voglia, della rabbia agonistica e anche della coscienza. Già, coscienza... parola un pò strana ma che è adatta ad un campione come lui. C'è chi vuole diventare un Campione usando i propri, devastanti, mezzi ma che si dimentica che prima di essere di un campione sul campo lo si deve essere fuori, comportandosi da tale. Il ragazzo chiamato in causa è Mario Balotelli, reo, forse, di essere un pò introverso e di reagire male ad ogni attacco che subisce, condannando lui e il gruppo, ma ecco che scende in campo la coscienza di Mario, lui la chiama Ricky, perchè Ricky è il suo nome. Proprio quel Ricky che è venuto qua per essere il trascinatore di questa squadra e che lo sta facendo a 360° aiutando anche SuperMario a comportarsi "per bene" per agevolare tutti, lui per primo. Non è una scena nuova che Kakà insegue Balo solo per dirgli "Stai calmo, lascialo perdere" e lui, come un allievo, sta in silenzio ed ascolta il "maestro" parlare per poi annuire e continuare a correre alla ricerca del pallone ma non per "vendicarsi" ma perchè lo ha detto Kakà. Ricardo è sempre stato un ragazzo umile e sincero che, quando è arrivato dal San Paolo, ha appreso dai più grandi, stando in silenzio ed ascoltando chi aveva maggiore esperienza. Ecco il suo compito, aiutare chi è in difficoltà per permettere a tutti di diventare dei campioni. Forse lui aveva predetto tutto, forse sapeva che oltre al campo doveva occuparsi delle "teste calde", oggi lo sta facendo e anche molto bene, dando l'esempio a tutti, correndo su tutti i palloni, tornando in difesa e guidando la squadra al contropiede, si abbassa per impostare l'azione e in primis segna, tutto questo sembra fargli dimenticare la sua carta d'identità, che segna 31 anni, oppure se la ricorda e proprio questo pensiero gli dà la forza. Forse non sapremo mai come fa veramente ad avere tutta questa energia dentro ma una cosa è sicura: il Milan è tra le braccia di Kakà, il leader annunciato