Pianeta Milan archivio2013 BIRSA, IL SALVATORE INASPETTATO ROSSONERO

BIRSA, IL SALVATORE INASPETTATO ROSSONERO

Arianna Alborghetti

sport.sky.it
"Birsa? Birsa chi?" Questa probabilmente è stata la prima reazione dei tifosi rossoneri una volta appreso dell'acquisto del trequartista sloveno. Il suo trasferimento è nato così, durante un momento di relax in spiaggia tra Preziosi e Galliani, manco fosse una scambio di figurine tra ragazzini al mare. Probabilmente nemmeno la società rossonera credeva molto in questo ragazzo sloveno, destinato alla panchina come riserva della riserva. Le prime partite non sono il massimo, ma vista la prestazione generale della ciurma di Allegri, non c'è da stupirsi. E allora piovono le critiche: chi dice che è l'ennesimo acquisto sbagliato e chi che non vale nulla. Tutto cambia il 28 settembre nella partita contro la Sampdoria a San Siro: con un bellissimo colpo basso all'angolino, Valter decide la partita e regala i tre punti ai rossoneri. Ma fa di più, nella partita di ieri sera riesce a ripetersi. L'azione del gol sembra una fotocopia di quello contro la Samp, la porta è la stessa, ma lo sloveno opta per una conclusione diversa: su assist di Robinho, sceglie questa volta di indirizzare la palla al sette. Risultato? Un bellissimo gol che fa esplodere il Meazza. Altri tre punti portati a casa, in totale sono sei i punti guadagnati grazie allo sloveno, che sugli 11 complessivi della squadra di Allegri, dicono molto dell'attacco rossonero. Peccato però che non abbia ancora un'intera partita nelle gambe, a causa dell'infortunio muscolare che lo ha costretto a saltare il big match contro la Juventus. Galliani ha detto: "Birsa non ha tutta la partita, ma un’ora la fa alla grandissima”, e meno male che c'è lui a giocare almeno un'ora in attacco. Perchè non solo fa gol, ma grazie alle sue accelerazioni riesce a mettere in difficoltà le difese creando superiorità numerica. Giocatore di grande prestanza fisica (1,84m per 83kg), possiede anche spiccate qualità tecniche (vedasi i gol) ed è in grado di rivestire qualsiasi ruolo dalla mediana in su. Nasce come seconda punta, ma al Sochaux l'allenatore Alain Perrin lo trasforma in trequartista. Dagli esordi in Francia, passando per Genoa e Torino, il ragazzo di San Pietro di Gorizia ne ha fatta di strada, sino ad approdare nel Club più titolato al mondo. Di certo non si aspettava di diventare il salvatore rossonero, e tanto meno se lo aspettavano i tifosi. Niente male per uno che doveva restare in panchina.