La tendenza del Milan degli ultimi anni non è più stata quella di comprare campioni affermati in grado di esaltare le folle, ma di recuperare vecchi giocatori dal contratto scaduto o tentare qualche azzardo con giocatori low cost o di dubbia qualità. Molti si sono persi tra il campo di allenamento e la panchina, se non la tribuna (vari Traorè, Taiwo, Montelongo, ecc...). Valter Birsa non è uno di questi, perchè, pur essendo un giocatore discreto, ha dimostrato di poter fornire il proprio contributo all'interno della rosa rossonera. Su 4 vittorie rossonere, la metà portano la sua firma con gol di pregevole fattura, a dimostrazione di una buona tecnica e di un'ottima tattica. Proprio lo sloveno si è liberato delle proprie parole, concedendosi in una lunga intervista al portale dnevnik.si: "Ho sempre sperato per il meglio. La cosa migliore è fare bene sul campo, devo continuare in questo modo. Il mio trasferimento al Milan una sorpresa? Nella vita ci sono sorprese positive e negative. Non ha senso parlare del trasferimento perché tutto è stato detto da Galliani. Il Milan? I trofei vinti indicano la grandezza del club. Al momento i risultati non sono quelli desiderati, ma queste cose possono succedere anche ai grandi club. I compagni? E' un piacere lavorare con loro, tutti gli allenamenti sono speciali, perché si può imparare velocemente nuove cose. Se sono il maggior poliglotta al Milan? Non lo so, bisognerebbe verificarlo. Sono stato sorpreso quando ho realizzato quanti giocatori parlassero più lingue, la comunicazione non è un problema. Con chi mi trovo meglio? Con tutti. L'atmosfera e le relazioni sono simili a quelle della Nazionale. Le mie condizioni? Non ho problemi importanti, tutto va bene. I giorni scorsi ho avuto un'infiammazione al ginocchio ma niente di serio. Contro il Chievo non ho giocato, ma avevo giocato dieci partite di fila, la rotazione nel club è completamente logica. Il ritmo partita? Nelle mie precedenti esperienze disputavo una buona partita e poi ritornavo in panchina. Al Milan mi è stata offerta l'opportunità di giocare tre o quattro gare di fila. Una cosa positiva per la mia forma mentale e fisica. Se lavori duro, esci sempre vincitore".
BIRSA: “AL MILAN HO RITROVATO IL RITMO, STO BENE CON TUTTI”
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