Pianeta Milan archivio2013 AMACORD DERBY – LODETTI: LO SCUDIERO CHE VOLLE FARSI RE PER UN GIORNO

AMACORD DERBY – LODETTI: LO SCUDIERO CHE VOLLE FARSI RE PER UN GIORNO


Non è vero che solo i grandi facciano la Storia. Cosa sarebbe stato Napoleone senza un valoroso esercito di soldati pronti a morire per lui? Forse solo un visionario o un pazzo. Beh, comunque, anche per il calcio vale la stessa cosa. Quanti trofei avrebbe vinto Monsieur Platini senza i sette polmoni di Bonini? Insomma, i gregari contano. Il Milan ad esempio vinse un derby grazie a un comprimario. Si, proprio lui: Giovanni Lodetti, detto Basletta per via di quel mento aguzzo che tagliuzzava l'aria. Lodetti aveva proprio tutto del gregario: Sgraziato, basso (1,70), e quella linea di capelli che retrocedeva anno dopo anno sempre di più, lasciando il posto alla pelata. No, uno così non lo trovi certo sulle prime pagine dei rotocalchi. Ma sul campo a consumare i polmoni rincorrendo gli avversari. Perchè un talento come Rivera ha bisogno che qualcuno corra e recuperi i palloni al posto suo. Il golden boy non deve stancarsi,altrimenti non può accendere la gara con i suoi lampi di classe. Semplice,no? Eppure ci sono delle giornate in cui il mondo va alla rovescia. Sono rare,è vero, ma a volte capitano. Come quel 15 novembre 1964. A San Siro si gioca il derby. Il Milan ci arriva da capolista, mentre l'Inter insegue a una sola lunghezza. I nerazzurri stano bene e in settimana hanno sconfitto in coppa la Dinamo Bucarest per 6-1. In tribuna a spiare gli avversari ci sono Trapattoni e Lodetti. L'Inter impressiona uno spaventato Lodetti, che ,tra il serio e il faceto, dice a Trapattoni:” Senti, Giovanni, io domenica non vengo contro questi qua. Questi ci massacrano”. In effetti a Lodetti tocca sicuramente un cliente ostico da marcare quella domenica pomeriggio: Luisito Suarez,uno dei giocatori più forti del campionato. Ma quel giorno gli dei del calcio voltano le spalle per 90' allo spagnolo per regalare a Lodetti un momento di gloria. La partita nel primo tempo è bruttina e stenta a decollare. Nella ripresa, invece, la musica cambia. E proprio il mediano ad aprire la fanfara dei gol rossoneri, con un gran tiro da una ventina di metri che carambola proprio sulla testa di Suarez e si insacca all'incrocio della porta difesa da Sarti. E' il mondo che gira alla rovescia. Ma non è finita qui. Al 22' della ripresa Benitez lancia lungo per Lodetti che salta prima Burgnich e poi Picchi, prima di fulminare Sarti con un bolide da posizione angolatissima. Tutta la San Siro rossonera si alza in piedi per applaudire il suo inaspettato fenomeno. A due minuti dal termine, Amarildo completa il trionfo, segnando il gol del 3-0, su assist di Rivera. Il giorno dopo i giornali celebrano la prestazione di Lodetti autore, di un gol e ...mezzo. Si, perchè la nuova regola della Fifa sugli autogol non c'era ancora. Ma questo non ditelo a Lodetti. Per lui quella fu una doppietta a tutti gli effetti. Del resto se gli chiedete qual è stato il momento più bello della sua carriera in rossonero, vi indicherà senza dubbio quel lontano derby del novembre '64. Perciò non provate a rovinargli il suo ricordo più bello. E indelebile.