Ricardo Kakà 2.0. La nuova avventura del brasiliano in rossonero è cominciata ufficialmente qualche mese, ma solo con il Barcellona ci si è potuti fare un'idea più precisa di che giocatore è adesso l'ex Bimbo d'oro. Una sola partita è troppo poco per tracciare un quadro ben delineato, ma le prime risposte sono state positive. Forse, anzi, sicuramente, non tornerà mai sui livelli del 2007, ma ecco tre motivi per credere nella sua rinascita. Tre motivi per...sostenere per Kakà non è un giocatore finito:1- Fisicamente non sarà più quello di una volta, ma tecnicamente resta un giocatore sublime, in grado di disorientare gli avversari con una finta, difendere il pallone (cosa che riesce raramente a qualche suo compagno di squadra) e poi ripartire. E' abituato a vedere e pensare la giocata qualche frazione di secondo prima degli altri. E un giocatore così non può che far comodo2-Non vedremo più 20 sgroppate a partita, ma se anche ne facesse solo la metà sarebbe un giocatore devastante per il campionato italiano, privo di grandi campioni e svuotato di talento.3- Un campione è finito quando testa e gambe non rispondono più ai comandi. Le gambe stanno tornando a girare, e non sempre sarà costretto a fare il terzino come contro il Barcellona (per cui diventerà sempre più pericoloso in zona-gol), mentre la testa è quella di sempre. La tenacia, la voglia e l'amore per il Milan possono essere un esempio per molti. Abbastanza per sostenerlo in questa sua ennesima cavalcata. Questa volta verso una nuova consacrazione.Per questi motivi sosterremo Ricardo Kakà, a prescindere. Tu invece cosa farai? Scrivilo a @PianetaMilan usando gli hashtag #3motivi e #PM.
#3MOTIVI PER…SOSTENERE CHE KAKA’ NON E’ FINITO, ANZI..
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