Bacca si riprende il Milan: ora è fuori mercato

Bacca si riprende il Milan: ora è fuori mercato

Da agnello sacrificale a risorsa imprescindibile: tripletta al Torino, e Carlos Bacca è tornato al centro del progetto Milan. Come Sheva nel 2002

di Redazione

Carlos Bacca resta o va? Se non parte, dove troviamo i soldi per finanziare il mercato? Queste due delle domande che hanno caratterizzato l’estate rossonera, prima dell’esordio vincente contro il Torino, dove Bacca è stato assoluto protagonista matando il Toro con la sua prima tripletta in carriera. Il numero 70 è decisivo e lo era stato anche lo scorso anno, in una squadra che ha girato fino alla fine di febbraio, anche se tra alti e bassi, realizzando 20 reti complessive tra campionato e Coppa Italia.

Si diceva che il giocatore non fosse adatto al gioco di Montella e che non collaborasse con i compagni: tutto smentito dalla prima gara ufficiale, in cui la prestazione di Bacca è stata totale. Tre gol da cecchino, molte sponde per Niang e Suso, sacrificio difensivo quando occorreva. Meno male che doveva andare via e che con la sua cessione il Milan doveva acquistare nuovi giocatori, ma da quei 30 milioni (cifra identica a quella poi spesa per il suo acquisto), il Milan avrebbe dovuto rinforzare difesa, centrocampo e acquistare un altro attaccante del suo calibro.

Meglio allora che Carlos abbia rifiutato l’offerta del West Ham, aspettando che Galliani ricevesse delle garanzie economiche dai cinesi per poter fare mercato senza dover rinunciare al suo bomber. Lo stesso amministratore delegato ha raccontato un aneddoto dopo la partita, in cui Bacca gli riferiva che sarebbe arrivata una nuova offerta dagli ‘Hammers’, ma sia lui che Galliani erano intenzionati a rifiutarla, visto che il giocatore ha poi dichiarato di sentire un grande amore per questi colori e vuole riportare il Milan in Europa. La settimana prossima ci sarà il Napoli, altra squadra che ha sondato il terreno per Bacca, dopo la partenza di Gonzalo Higuaín: altro motivo per punire anche gli azzurri.

Come Bacca, anche altri giocatori in passato, sono passati dall’essere giocatori destinati alla partenza, per poi restare ed essere determinanti in quella squadra, come è capitato con un altro grande della storia rossonera: Andriy Shevchenko. Nel 2002, dopo due buone stagioni, stava vivendo un periodo di calo di forma e il Real Madrid aveva bussato alla porta del Milan per chiedere informazioni sul bomber ucraino. Galliani, nonostante lo avesse dichiarato incedibile, stava tentennando, ma per fortuna il giocatore è rimasto nei rossoneri, contribuendo alla vittoria della Champions League nel 2002-03 e della Supercoppa Europea 2003, oltre che del campionato 2003-04 e della successiva Supercoppa Italiana. Sheva è stato un idolo per la tifoseria rossonera e Carlos vuole restare per contribuire alla vittoria di qualche trofeo come il suo illustrissimo predecessore.

Emanuele Landi

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