Milan, quando vendere diventa difficile la soluzione è lo svincolo

Milan, quando vendere diventa difficile la soluzione è lo svincolo

Menez è solo l’ultimo di una lunga lista di giocatori che negli ultimi anni hanno lasciato il Milan a zero, dopo aver rescisso il proprio contratto.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Negli ultimi due anni il Milan non sta facendo fatica solo a comprare, ma anche a vendere. I rossoneri, spesso, si sono ritrovati con esuberi in rosa da vendere a tutti i costi, ma con pretendenti disposte ad accoglierli solo a zero. Spesso si è trattato di giocatori che negli anni si sono svalutati e magari con un ingaggio troppo alto, che non avrebbe consentito al club acquirente di spendere anche per il cartellino. Ecco perchè il Milan, da circa due anni, svincola i propri giocatori, pur di liberarsi della zavorra e dell’elevato ingaggio.

L’ultimo, in ordine di tempo, è stato Jeremy Menez. Da ieri il francese è un nuovo giocatore del Bordeaux, ma i Girondini non hanno dovuto pagare neanche un euro al club di via Aldo Rossi, che ha rescisso il contratto dell’ex numero 7. L’attaccante era reduce da una stagione complicata, trascorsa per la maggior parte in infermeria e con alti e bassi continui. Poco effetto ha avuto l’annata precedente, condita da numerose reti che gli hanno permesso di diventare il capocannoniere della squadra.

Uno dei primi a intraprendere questo cammino è stato Nigel De Jong. L’olandese, nonostante sia stato per lungo tempo il perno della mediana rossonera, lo scorso anno ha fatto tantissima panchina, fino a gennaio. Nel corso della sessione invernale di calciomercato Sinisa Mihajlovic l’ha lasciato libero di trovarsi una nuova sistemazione. I Los Angeles Galaxy hanno puntato su di lui, ma ovviamente a zero. Poco dopo l’ha imitato Michael Essien, accasandosi al Panathinaikos a titolo gratuito: il suo cartellino si è svalutato troppo nel corso degli anni e il suo ingaggio era davvero eccessivo. Stessa sorte per Antonio Nocerino, che come De Jong ha deciso di giocare in MLS, insieme a Kakà (lasciato anche lui libero a zero con un anno di anticipo) nell’Orlando City. Qualche mese prima anche Sulley Muntari aveva lasciato il club, dopo aver rotto con Filippo Inzaghi, in direzione Ittihad. Nel corso dell’estate 2014 Robinho ha lasciato i rossoneri per andare a giocare in Cina.

Insieme a Menez, nel corso di quest’estate anche Michael Agazzi è stato svincolato, per consentirgli di giocare nel Cesena questa stagione. Ma i giocatori che potenzialmente potrebbero imitare i predecessori non mancano. Ad esempio, per Diego Lopez si continuano a cercare acquirenti, ma se non dovessero arrivare probabilmente i rossoneri lo lasceranno libero pur di non pagare più l’oneroso contratto dello spagnolo.

Le cause che portano alla decisione di lasciare liberi i giocatori sono principalmente due: il primo è che spesso questi sono giocatori che sono arrivati al Milan come acquisti di medio-alto livello, ma che con il passere del tempo si sono svalutati e per questo nessun club vorrebbe pagare il cartellino; il secondo è l’alto ingaggio fornito al calciatore, che diventa un peso per il club in virtù del fatto che il beneficiario non è un giocatore chiave all’interno della squadra. Spesso le due cose sono collegate, visto che arrivando nel club come buon acquisto il contratto non può che essere di medio-alto livello. La soluzione potrebbe essere solo una: che il Milan esca dalla crisi di risultati in cui è. È normale, infatti, che se in campo si vince qualsiasi giocatore rende molto di più e, per questo, non si svaluta. Viene naturale pensare alla Juventus che è riuscita a vendere elementi di seconda fascia a prezzi molto alti. In pratica, per il Milan, è tutto un circolo vizioso che porta a tanti problemi. Ma, prima o poi, riuscirà a uscirne.

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