RASSEGNA MILAN – Diritti tv e Milan: Procura a caccia dei conti segreti

RASSEGNA MILAN – Diritti tv e Milan: Procura a caccia dei conti segreti

In arrivo un nuovo terremoto per il calcio italiano? ‘La Repubblica’ parla di “nomi e conti interessanti” sul versante dei diritti tv e del Milan

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Marco Bogarelli Infront diritti tv

Ieri mattina, ‘La Repubblica’ ha sganciato la bomba, parlando di un’indagine, da parte della Procura di Milano, sui diritti televisivi delle società di calcio che arriva a lambire l’operazione di acquisizione del 48% delle quote societarie del Milan da parte dell’imprenditore thailandese, Bee Taechaubol.

Il quadro, scrive il quotidiano, è complesso, con l’indagine che ha subito un primo punto di svolta prima di quest’estate, quando, sulla scrivania del PM, Roberto Pellicano, sono arrivati gli sviluppi dell’inchiesta sul barone Filippo Dollfus de Volkesberg, arrestato a maggio con l’accusa di gestire, in via fiduciaria, una serie di conti ed aziende in Svizzera. Spulciando nell’elenco dei clienti di Dollfus, gli investigatori avrebbero trovato, continua ‘La Repubblica’, “una serie di nomi e conti interessanti, sia sul versante diritti tv sia su quello del Milan, molti dei quali riconducibili alla galassia berlusconiana”.

Il secondo punto di svolta, più recente, ha invece a che fare con l’istruttoria che, nel maggio scorso, l’Antitrust ha aperto per l’asta sui diritti tv del triennio 2015-2018. L’autorità, al tempo, dispose una serie di accessi, presso le sedi della Lega Calcio, di Mediaset e di Sky per acquisire la documentazione relativa a quel contratto, poiché sospettava <<un’intesa restrittiva della concorrenza (…) volta ad escludere possibili nuovi concorrenti dal mercato (…) cristallizzando assegnazioni operate nelle stagioni calcistiche precedenti>>. Sulla scia di quella istruttoria, la Procura di Milano, oggi, sta indagando per “ostacolo alla vigilanza”, reato punito fino a quattro anni e che pertanto permette agli investigatori di poter utilizzare molteplici strumenti di indagine, come le intercettazioni telefoniche. L’advisor per la Lega Calcio in quell’asta era la società Infront Italia, il cui Presidente, Marco Bogarelli (nella foto, n.d.r.), è uomo nato e cresciuto in Fininvest, e molto vicino ad Adriano Galliani. Non ci si spiega come abbia fatto, in soli 7 anni (Infront è nata nel 2008), a diventare così potente sulla scena dello sport business.

Infine, ‘La Repubblica’ spiega come, dalla stessa “porta girevole” di quest’inchiesta, entrino ed escano numerosi soggetti, quali i consulenti di Bee Taechaubol nell’operazione di acquisto del 48% del Milan, vale a dire Gerardo Sagat, Paolo Di Filippo e Andrea Baroni, fondatori della società Tax & Finance di Lugano, sono stati legati, in passato, alla Edsaco, una delle società di consulenza centrali nella struttura “occulta” smantellata a Silvio Berlusconi.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy