Milan, altri infortunati: adesso il mercato è un obbligo

Milan, altri infortunati: adesso il mercato è un obbligo

Ieri si è rotto Ely, stanotte Bertolacci, il campionato inizia tra 3 settimane e la rosa ha buchi clamorosi, si faccia qualcosa e anche di corsa.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

La rosa del Milan, già non particolarmente ricca, perde pezzi. Continuano ad aggiungersi infortuni nel corso della preparazione e, dopo quello di Cristian Zapata, arrivato malconcio dalla Copa America, ieri si è fatto male anche Rodrigo Ely al flessore della coscia sinistra e rischia di restare fuori a lungo. Qualche giorno fa ha lasciato gli USA anche Jeremy Menez, per un problema al polpaccio. Da valutare anche Andrea Bertolacci, uscito dal campo anzi tempo nel corso del match di questa notte contro il Liverpool. Non va dimenticato Josè Mauri, che nel corso del match con il Bodeaux si è lesionato il retto femorale.

Intervenire sul mercato, a questo punto, diventa una priorità. A dire il vero lo era già prima, ma più che altro per motivi legati alla qualità della rosa. Adesso, invece, i giocatori a disposizione di Vincenzo Montella iniziano a essere davvero pochi e il match di ieri, con i pochi cambi (che non hanno sortito effetti) effettuati, ne è la prova. Vero è che Mattia De Sciglio, Carlos Bacca, Gianluca Lapadula e Leonel Vangioni sono rimasti a Milanello per lavorare, ma i problemi sono evidenti e sono presenti in ogni reparto.

La rosa attuale è composta da 28 giocatori e, al momento, gli infortunati sono cinque, di cui due difensori centrali, due centrocampisti e un attaccante.Ciò causa una difficoltà enorme a Montella che, per esempio, in difesa può contare al momento solo su Alessio Romagnoli, Gabriel Paletta e Jherson Vergara. Troppo pochi tre difensori, considerando che in campo ne vanno due. Tra l’altro solo Romagnoli è da considerarsi di primo livello, mentre Vergara sta mettendo in mostra limiti enormi.

In mediana i giocatori a disposizione sono contati: tre, uno per ogni maglia. Con Bertolacci e Josè Mauri ai box e Manuel Locatelli in Nazionale, solo Juraj Kucka, Riccardo Montolivo e Andrea Poli sono schierabili. Solo l’arretramento di Giacomo Bonaventura potrebbe lievemente migliorare la situazione. Incredibile, comunque, che con soli due infortuni il Milan si ritrovi con un centrocampo non solo limitato numericamente, ma anche tecnicamente non all’altezza.

Più coperto l’attacco, nonostante l’infortunio di Menez e l’indisponibilità di Bacca e Lapadula. I giocatori offensivi negli USA sono sei. In questo reparto è evidente la sovrabbondanza. Con tre giocatori fuori i rossoneri possono permettersi tre titolari (Suso, M’Baye Niang e Bonaventura) e tre riserve (Keisuke Honda, Luiz Adriano e Alessandro Matri).

Intervenire sul mercato diventa, come detto, ancora più indispensabile. La rosa si sta dimostrando mal impostata e molto corta. Fondamentale l’acquisto di almeno un difensore (ma meglio due), con la partenza, magari, di uno degli acerbi Vergara e Ely, così che si vada a formare un pacchetto molto più forte e solido con Romagnoli, Paletta e Zapata (quando tornerà). Così Montella avrebbe da subito a disposizione quattro centrali, tra qualche mese cinque (il numero necessario). A centrocampo bisogna migliorare molto la situazione. Sono almeno due i giocatori da acquistare e devono essere di grande qualità. Purtroppo, visto lo scarso numero di giocatori a disposizione, i rossoneri non possono permettersi di far partire nessuno. In attacco va enormemente sfoltita la rosa. Menez, Bacca e Matri lasceranno quasi certamente il Milan, ma dovranno essere acquistati almeno due giocatori che possano migliorare il reparto.

Ciò che preoccupa è che all’inizio del prossimo campionato manchino ormai solo tre settimane. Difficile riuscire a mettere in pratica tutte queste operazioni in così poco tempo. Ancor più difficile pensare che si possa iniziare ad agire da subito. Il tempo continua a scorrere e per il Milan le cose si complicano sempre di più. Intervenire è diventato un ordine. Adriano Galliani prova a lavorare, ma il mercato è ancora bloccato. Silvio Berlusconi non ha intenzione di anticipare neanche un euro e la firma del preliminare tarda ad arrivare. Sembra un tunnel senza via d’uscita.

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