Zaccheroni e Sacchi, auguri e aneddoti del passato (VIDEO)

Arrigo Sacchi e Alberto Zaccheroni compiono gli anni oggi, 1 aprile. I due ex allenatori del Milan sono intervenuti in video-chiamata con Mauro Suma

NEWS MILAN – Gli aneddoti e gli auguri di buon compleanno tra Arrigo Sacchi e Alberto Zaccheroni. Entrambi intervenuti in video-chiamata con il giornalista e direttore di Milan TV Mauro Suma, che li presenta così: “I gemelli del 1° aprile e dello Scudetto vinto in rimonta“.

Zaccheroni ha raccontato lo Scudetto vinto nella stagione 1998/99: “Ho sempre sottolineato che senza Maldini e Costacurta, non quanto in campo ma dentro lo spogliatoio, non saremmo mai riusciti a conseguire un risultato così complesso. Nel ’98 ho avuto la fortuna di non avere una società che mi mettesse sotto pressione. Galliani, appena arrivato, mi ha detto di entrare nelle coppe, perché eravamo fuori da due anni”.

Ancora Zaccheroni sul Milan attuale: “Il Milan mi sembra che voglia puntare su dei giovani, ma penso che i giovani vadano bene con dei giocatori esperti, altrimenti è difficile ottenere risultati. Penso che questa società debba spiegare tutto bene ai tifosi, che mi sembrano molto pazienti. La maglia del Milan pesa molto di più di quella dell’Inter, e anche i giocatori di personalità li ho visti in difficoltà ad entrare in campo, quindi immaginate sui giovani”.

Poi è il turno di Arrigo Sacchi, che fa prima un discorso generale sull’Italia: “Fare squadra in Italia non è facile, perché la nostra società è egoista. Abbiamo confuso i valori: pensiamo che la furbizia valga più del merito e che prendere delle scorciatoie significhi avvantaggiarsi. Non pensiamo che prevenire è meglio che curare, e quindi ci troviamo sempre impreparati. Questo paese è prudente perchè da duemila anni abbiamo avuto molte più sconfitte che vittorie in molti ambiti. Nel momento in cui facciamo squadra tiriamo fuori veramente dei valori. Non siamo mai riusciti a sconfiggere la furbizia. Cerchiamo sempre di non rispettare le regole”.

Sacchi prosegue la sua analisi: “Oggi i medici sono degli eroi. Significa andare in guerra senza pistola, considerando che all’inizio non avevano neanche le mascherine. Questo paese ha illuminato il mondo fino al 1500/1600. Siamo dei tattici, come nel calcio: il tatticismo prevale sulla strategia a lungo termine. Quante società sono così competenti da aspettare come Berlusconi aspettò con me? Noi pensiamo al singolo che possa risolvere tutto. Se non c’è la squadra, però, anche il singolo sparisce”.

Conclude parlando del Milan attuale: “Ci vuole una società competente. Nel calcio hai bisogno di giocatori intelligenti e di un allenatore che sa far giocare una squadra. Io e Alberto abbiamo fatto tutte le serie prima di arrivare in Serie A, e sappiamo che insieme ai giovani servono dei vecchi che sappiano come muoversi. Dissi, insieme a Galliani, di prendere un allenatore che desse gioco. Ci deve essere una scelta sulla qualità dell’uomo”.

La notizia della serata però è certamente l’intervista a Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese ha parlato e svelato il suo futuro: continua a leggere >>>

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