Calciomercato Milan – Il piano di Gazidis, i dubbi di Elliott

L’amministratore delegato del Milan Ivan Gazidis ha il contratto in scadenza a giugno. Elliott valuterà il suo operato, sia dal punto di vista sportivo che commerciale. Mancano nuovi sponsor

CALCIOMERCATO MILAN – Anche Ivan Gazidis è finito nel mirino di Elliott. Al momento, chiariamo, non si tratta di una spaccatura, ma di una piccola crepa. Il fondo americano non sta ancora pensando ad un cambio al vertice, ma fra qualche mese comincerà a tirare le somme e i primi bilanci non sono positivi.

Le parti si aggiorneranno, ma quello che doveva essere un perno imprescindibile del Milan, ora non è più così saldo. Il contratto dell’amministrato delegato scadrà a giugno di quest’anno e in assenza di risultati commerciali rischierà il posto, come tutti. Ecco perché si è tornati a parlare di sponsor e nuove partnership. Il suo rinnovo passerà inevitabilmente da lì. Il manager sudafricano ha l’obbligo di accelerare. E lo sa bene. Ha competenze e conoscenze, per cui lo farà di certo. Già oggi si intravedono alcuni sui passi.

L’ex Arsenal è stato preso per riportare i conti del Milan in equilibrio (obiettivo ancora lontano, anche se passi più decisi, in questo senso, a gennaio sono stati fatti, con l’abbattimento del monte ingaggi) e aumentare i ricavi, finora il vero tallone d’Achille.

Gazidis ha temporeggiato fino ad oggi nella speranza di cavalcare risultati sportivi migliori, ma – svanito ancora una volta il sogno Champions  e con la qualificazione alla prossima Europa League in bilico – dovrà fare di necessità virtù, portando a casa il massimo possibile, aggrappandosi al brand Milan, ancora di grande valore nonostante anni di appannamento sportivo.

Il rinnovo di Emirates (a cifre per altro ribassate, a quanto pare) non basterà. Per cui sotto con altri accordi. Nel suo mirino l’automotive e le assicurazioni. Dopo l’uscita di scena di Audi, il Milan non ha più avuto un marchio automobilistico come sponsor e, come detto, neanche uno assicurativo. Da lì Gazidis vuole estrarre nuova linfa per le casse del Milan, il cui fatturato è costantemente in calo. Sarebbe ossigeno, per tutti: per le casse societarie e per puntellare la sua posizione. Il reparto commerciale si è arricchito di 5 nuove figure per rastrellare più soldi possibili, ma gli accordi devono ancora essere chiusi e i risultati presentati alla proprietà. Siamo allo sprint finale, a breve ci saranno aggiornamenti.

Certo, anche il nuovo stadio darebbe una bella spinta. Ma qui le tempistiche sono più lunghe. Prima di avere un ok definitivo e ufficiale passeranno altri mesi: più che probabile che si vada a dopo l’estate. Quindi la parte sportiva: Gazidis è responsabile dei dirigenti scelti, per cui anche questa sarà una componente da valutare attentamente.

Nella percezione della gente, Elliott ha speso poco, ma non è così. Anzi, ha fornito costanti iniezioni di liquidità. Occorrerà però capire se ha speso bene, ripartendo le responsabilità (la gestione Leonardo è stata totalmente fallimentare). La posizione del fondo è chiara: ‘noi il nostro l’abbiamo fatto, abbiamo garantito continuità, solidità, certezze e soldi. Poi la palla passa al management, profumatamente pagato per fare scelte sportive e commerciali’. Questo il senso del ragionamento di Elliott. Ad oggi, però, queste scelte non hanno portato risultati soddisfacenti. Ecco perché tutti sono sulla graticola, dal primo all’ultimo. E non solo Stefano Pioli, l’anello della catena certamente più debole, ma – forse – anche quello con meno colpe.

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