Kjaer, buona la prima: affidabilità ed esperienza al servizio di Pioli

Simon Kjaer, in prestito con diritto di riscatto dal Siviglia, si è ben disimpegnato in Milan-Spal. Mateo Musacchio, ora, ha un concorrente vero nel ruolo

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILAN – Ieri sera, a ‘San Siro‘, in occasione di Milan-Spal degli ottavi di finale di Coppa Italia, ha debuttato, da titolare, con la sua nuova maglia, quella rossonera, il difensore Simon Kjaer, classe 1989, giunto nei giorni scorsi a Milano in prestito dal Siviglia fino al 30 giugno 2020, con diritto di riscatto esercitabile, alla fine di questa stagione, per 2,5 milioni di euro.

Kjaer ha disputato 82′, prima di essere rimpiazzato, nel finale di gara, da Matteo Gabbia, al suo esordio stagionale: il danese, che in Italia aveva già indossato le maglie di Palermo (dal 2008 al 2010, con 65 gare e 5 gol tra Serie A e Coppa Italia) e Roma (2011-2012, con 24 partite tra campionato e competizione nazionale), ha giocato un bel match, dimostrandosi sicuro, esperto, affidabile.

Certo, la Spal vista a Milano non ha rappresentato un banco di prova così importante: privi dell’ex Andrea Petagna, gli estensi, con Alberto Paloschi e Sergio Floccari, hanno davvero fatto il solletico alla difesa rossonera, chiamando Antonio Donnarumma ad una sola, vera parata, quella al 60′ sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Alessandro Murgia. Kjaer, però, è sembrato già fornire le dovute garanzie al tecnico rossonero Stefano Pioli.

In primis, quella di costituire una reale alternativa a Mateo Musacchio, difensore centrale italo-argentino ieri assente per un piccolo problema fisico. In questi mesi, infatti, Léo Duarte, poi finito k.o. e, soprattutto, Mattia Caldara, non avevano mai dato la sensazione di poter rappresentare un’insidia alla titolarità dell’ex Villarreal. E, come si sa, in una grande squadra, quando c’è tensione alta, competizione e volontà di emergere, l’impegno in allenamento ed in campo si moltiplica ed i risultati, di conseguenza, migliorano di molto.

Difensore pulito, sebbene roccioso e fisicamente ben piazzato (190 centimetri di altezza per 86 chilogrammi di peso), Kjaer ha dimostrato, al suo primo impatto con ‘San Siro‘, la maglia del Milan (gloriosa e mai banale da indossare), di potersi amalgamare bene al fianco del capitano Alessio Romagnoli, costituendo, così, una coppia di centrali su cui Pioli può lavorare per il presente, ovviamente, ma anche per un futuro a lungo termine.

Kjaer, infatti, è arrivato in prestito ma fortemente determinato, come da egli stesso dichiarato, a guadagnarsi la conferma anche nella prossima stagione. Il riscatto è basso, il suo ingaggio (un milione di euro netto a stagione) non inciderebbe poi così tanto sulle casse del club di Via Aldo Rossi. Ed un difensore di quell’esperienza, ma anche con le sue doti in termini di carisma e leadershipcapitano della Nazionale danese), non è così facile da trovare a quel prezzo.

Toccherà a lui, adesso, gara dopo gara, farsi trovare pronto per mettere in difficoltà Pioli. Quel che è certo è che se davvero Kjaer aveva sempre sognato di vestire rossonero, al suo primo, vero assaggio di Diavolo si è già fatto apprezzare … Oggi, intanto, Kjaer è stato presentato ufficialmente, in conferenza stampa, dal club meneghino: per le sue dichiarazioni, continua a leggere >>>

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