Abbiati, una carriera da numero uno … senza uno

Abbiati, una carriera da numero uno … senza uno

Christian Abbiati, 39enne portiere rossonero, lascia il calcio al termine di questa stagione: ripercorriamo le tappe principali della sua carriera

di Daniele Triolo, @danieletriolo

MILAN

Christian Abbiati Milan
Christian Abbiati con il Milan nel 1999 (credits: GETTY Images)

È il grande amore della sua vita calcistica. Ci gioca, in un primo momento, dal 1998 al 2005, e vince, grazie al suo contributo in quella gara di Perugia già citata, lo Scudetto nel 1999. Titolare indiscusso fino alla stagione 2001-2002, Abbiati perde il posto da titolare la stagione seguente per via dell’esplosione di Dida. Poco male, perché l’estremo difensore di Abbiategrasso si fa sempre trovare pronto quando viene chiamato in causa: nel 2002-2003 vince la Coppa Italia (doppia finale contro la Roma, 4-1 e 2-2), e, soprattutto, la Champions League di Manchester contro la Juventus. Abbiati non gioca la finale, ma risulta decisivo per la vittoria di quel torneo, poiché in semifinale contro l’Inter (1-1), chiude la porta a Mohamed Kallon, attaccante dei ‘cugini’, sbarrando loro la strada per la finalissima. Nell’estate 2005 sarebbe dovuto passare in prestito al Genoa, ma dopo il ritiro precampionato, e tre amichevoli, il club rossoblu viene retrocesso in Serie C1 per illeciti sportivi ed Abbiati torna rossonero. Quando, nell’agosto 2015, Gianluigi Buffon si infortuna alla spalla nel Trofeo ‘Luigi Berlusconi’, il Milan si ‘sdebita’ dell’accaduto prestando Abbiati alla Juventus.

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