Tuttosport – Cessione Milan, il silenzio. Spunta però una clausola pro Elliott

Tuttosport – Cessione Milan, il silenzio. Spunta però una clausola pro Elliott

Elliott, creditore di oltre 300 milioni nei confronti di Yonghong Li e del Milan, si è cautelato molto bene con una interessante clausola nel contratto

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’edizione odierna del quotidiano ‘Tuttosport’ ha parlato della situazione societaria del Milan, sottolineando come, al momento, vi sia silenzio sull’asse New York-Hong Kong, almeno dal punto di vista delle indiscrezioni e delle notizie e come, pertanto, sia difficile comprendere se la trattativa tra Yonghong Li e Rocco Commisso per la cessione del pacchetto di maggioranza del club rossonero sia effettivamente ripresa.

Per ora siamo fermi all’annuncio fatto dall’imprenditore italo-statunitense venerdì scorso, ovvero quando ha dichiarato come Yonghong Li non fosse intenzionato a vendere in breve tempo il Milan, nonostante la sua ottima offerta e un principio di accordo raggiunto. Facile intuire, dunque, che Commisso, ora, sia anche un po’ disilluso dal perseguire questa strada. Almeno per qualche altro giorno: entro venerdì 6 luglio, infatti, l’imprenditore cinese dovrà restituire al fondo Elliott Management Corporation i soldi anticipati per completare l’aumento di capitale della società rossonera.

Altrimenti, si è sempre detto, Elliott avvierebbe presso il Tribunale del Lussemburgo le pratiche per subentrare a Yonghong Li nella gestione del Milan, come da accordi contrattuali. Ma, a quanto pare, passare per il Tribunale non sarà necessario. Grazie al lavoro dell’avvocato Felice Raimondo, infatti, si è scoperto come Elliott abbia studiato, sin dall’inizio, una precisa strategia per il Milan. Il vincolo, infatti, che permette al fondo di Paul Singer di mettere le mani sulle azioni del Milan è contenuto nell’articolo 6.4 dello statuto della Rossoneri Sport Investments Luxembourg, cioè la holding che detiene il 99,97% delle azioni del Milan.

L’articolo, infatti, cita testualmente: “Conformemente all’articolo 9 della legge lussemburghese del 5 agosto 2005 in materia di accordi di garanzia finanziaria, i diritti di voto inerenti alle azioni possono essere esercitati da qualsiasi persona a favore di chi siano state promesse tali azioni (Pledgee) in conformità con il relativo contratto di pegno. Il Pledgee può inoltre, in conformità con il relativo contratto di pegno, esercitare tutti i diritti dell’azionista interessato in relazione alla convocazione di una riunione degli azionisti o l’adozione di deliberazioni assembleari, tra cui, a scanso di equivoci, il diritto di chiedere al consiglio di amministrazione di convocare un’assemblea degli azionisti e di richiedere argomenti da aggiungere all’ordine del giorno, e di proporre e adottare risoluzioni in forma scritta. Qualsiasi accordo di questo tipo tra un azionista, il Pledgee e la Società che regoli i diritti di cui sopra sarà dato effetto alla Società. Una volta che il Pledgee ha scelto di esercitare i diritti di cui sopra, solo il Pledgee avrà il diritto di esercitare o dirigere l’esercizio dei diritti di voto o di qualsiasi altro diritto collegato alle azioni costituite in pegno in qualsiasi modo lo ritenga opportuno, compresi i diritti di voto in relazione alla nomina e/o rimozione di tutti i dirigenti della Società. Ogni riferimento al “Pledgee” in questi articoli si intende rivolto a Project Redblack S.à r.l. e tutti i suoi assegnatari, successori e cessionari”.

In pratica, ha osservato l’avvocato Raimondo, Elliott si è garantito il diritto di gradimento su un possibile acquirente e, soprattutto, in caso di default, Elliott può votare in assemblea una proposta di acquisto relativa all’A.C. Milan ed esprimere un voto favorevole unanime, ossia un voto che sia espressione non soltanto dei suoi due amministratori di classe B, ma anche dei tre amministratori di classe A di Yonghong Li e cedere, dunque, il 100% del Milan a qualsiasi cifra che gli permetta, come minimo, di rientrare del suo credito di 303 milioni di euro più interessi nei confronti di Rossoneri Sport Investments Luxembourg e A.C. Milan SpA.

Il fondo di Paul Singer, quindi, sembrerebbe avere molta più ‘forza’ rispetto al proprietario del Milan, Yonghong Li. Che sia lui a decidere le sorti della squadra rossonera, cedendo ad un acquirente da lui prescelto? Ecco quali intenzioni avrebbe Elliott in caso metta le mani sul club di Via Aldo Rossi.

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