Sala: “Nuovo San Siro diviso a metà tra Milan e Inter”

Sala: “Nuovo San Siro diviso a metà tra Milan e Inter”

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, ha parlato a ‘La Gazzetta dello Sport’: argomento, lo stadio di San Siro, ma anche le nuove proprietà cinesi

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, ha parlato a ‘La Gazzetta dello Sport’: argomento, lo stadio di San Siro, ma anche le nuove proprietà cinesi:

Sulla possibilità di un nuovo stadio per Inter e Milan: “Ricordo l’interesse da parte di Inter e Milan sull’area dell’Expo. Oggi, con grande pragmatismo, noto che non c’è la volontà di fare un nuovo stadio. Si è perso il momento. E l’Inter è fortemente determinata a rendere San Siro più in linea con le esigenze attuali. Poi c’è il Museo dello stadio che, pur non avendo spazi straordinari, fa numeri pazzeschi. Insomma, ormai nessuno mette più in discussione San Siro, adesso che l’accessibilità è stata risolta con l’arrivo della metropolitana M5. E allora lancio l’idea di un San Siro per due”.

Come cambierebbe San Siro: “Lo stadio, nella mia idea, verrebbe sdoppiato, con uno spazio esterno per l’Inter ed uno per il Milan. Ci sono due aree utilizzabili: una quella adiacente al Trotto, che oggi potrebbe essere finalmente sfruttata, anche se c’è da fare una trattativa privata con SNAI, e l’altra sul versante opposto, su terreni di proprietà comunale. Queste aree funzionerebbero come lounge, per la ristorazione, l’hospitality e lo store. Andando avanti con la fantasia, si può immaginare di dividere idealmente in due lo stadio, non solo con lo spogliatoio dell’Inter da una parte e quello del Milan dall’altra, ma con tribune autorità e sky box da entrambi i lati ed ingressi separati. Metà stadio nerazzurro e l’altra metà rossonero”.

Quali sarebbero i vantaggi? “Ci sarebbe una caratterizzazione dell’impianto per le due società, che adesso sono costrette a lavorare in maniera precaria, cambiando il layout ogni settimana e condividendo gli stessi spazi. Noi, come Amministrazione, possiamo facilitare i processi urbanistici per dare dignità a questa area, mantenendo una tradizione sportiva”.

Cosa promette a Inter e Milan? “Escludo sviluppi residenziali per San Siro, dico sì allo sfruttamento delle aree interne ed esterne per le attività connesse al calcio. Il Comune sarebbe disponibile anche a cedere l’impianto, di fronte ad un’offerta seria. Altrimenti, potremmo rinnovare la convenzione con le società a lungo termine: già adesso una parte dell’affitto viene scontata per le spese destinate alle migliorie. Siamo pronti a ridurre ulteriormente il canone, purché si faccia un investimento per trasformare San Siro’.

Detto dei costi (meno meno di un centinaio di milioni), quali sarebbero i tempi? “Se fosse per Suning, si siederebbero al tavolo già domani mattina. Zhang Jindong è un imprenditore serio, concreto, che sta con i piedi per terra: sono sicuro che la proprietà nerazzurra investirà in maniera significativa sull’Inter e sul territorio. Ai manager di ‘Suning’ piace San Siro: ne apprezzano il fascino, la storia, il suo tratto iconico che è ‘vendibile’ in tutto il mondo. Ne ho parlato con loro anche dopo Inter-Juve e c’è la massima disponibilità ad investire sull’impianto, ma sono in attesa di capire cosa succederà al Milan. Capisco la situazione rossonera, non è mi è chiara, aspettiamo e vediamo come evolve. Possiamo aspettare qualche mese, ma dopodiché l’Amministrazione comunale avrebbe il dovere di agire, e, di conseguenza, si metterebbe a discutere direttamente con l’Inter”.

E’ un invito a fare presto rivolto ai cinesi che stanno comprando il Milan? “Bisogna cogliere il momento. Milano sta vivendo una fase straordinaria, ha più visitatori di Roma tra turismo ed affari ed ora ha bisogno di vendere meglio quello che ha. Soprattutto per la clientela orientale ciò che fa la differenza è l’organizzazione, la sicurezza, la pulizia. Anche sullo stadio non inventiamoci nulla, ma puntiamo su uno degli impianti più belli del mondo inserendolo in un circuito turistico di promozione internazionale della città. Penso ai visitatori cinesi che stanno diventando i principali artefici della crescita turistica di Milano”.

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