Ombre cinesi su Inter-Milan

Ombre cinesi su Inter-Milan

Il futuro dei club di Milano dipenderà dalle decisioni che il Congresso del Partito comunista prenderà in materia finanziaria. Potrebbero essere negative.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Sarà il secondo Derby di Milano con entrambe le società con proprietà cinese. A pochi giorni dalla stracittadina in Cina si terrà il Congresso del Partito comunista. I due eventi potrebbero essere collegati, scrive il Corriere della Sera, perché il calcio, si sa, è anche politica ed economia. La Cina, seconda potenza mondiale, lo ha capito perfettamente.

Sarà difficile, innanzitutto, pensare che molti tifosi cinesi seguiranno il Derby, visto che si giocherà alle 02:45 ora locale. I tifosi, in realtà, si augurano più che altro notizie confortevoli dal Congresso. Le ultime notizie danno come probabile un alleggerimento della linea nei confronti degli investimenti all’estero, anche nei settori non considerati particolarmente remunerativi, come il calcio.

In estate Pechino ha messo fine al credito facile per acquisizioni straniere “non strategiche”. Alle banche è stato ordinato di sospendere i prestiti ai “rinoceronti grigi”, ovvero i gruppi troppo indebitati e che si concentrano quasi esclusivamente sull’estero. Anche il calcio può essere una bolla di debito però e così è finito subito in offside. La televisione di stato ha fatto anche un programma per parlare del problema, citando anche Suning e chiedendosi perché spendere più di 300 milioni per un club che perde soldi. Aveva portato, tutto ciò, alla perdita di sei punti in borsa per Suning. Poi recuperati.

Rossoneri Sport Investment, di Yonghong Li, è rimasto fuori dalle discussioni in quell’occasione. Sono però note le difficoltà del Presidente nel chiudere l’operazione con Silvio Berlusconi. Tanto che l’ultima quota è arrivata quasi a tempo scaduto da Elliott, con un prestito consistente che scadrà a ottobre 2018.

Yonghong Li adesso pare sia partito alla ricerca di nuovi investitori che condividano il peso dell’operazione. Spera si facciano di nuovo avanti quei gruppi cinesi che si erano ritirati. In ogni caso, il Congresso che inizierà il 18 ottobre sarà fondamentale e si attendono notizie positive.

Non bisogna però essere troppo ottimisti, anche perché un’autorevole fonte racconta che ai politici di Pechino non è piaciuto che per giustificare i ritardi del closing Yonghong Li abbia messo in piazza i controlli sui capitali, dimostrando scarsa sensibilità. Inoltre non piace neanche che entrambe le squadre siano di Milano. Troppa esposizione per una sola piazza. A questo punto ci si chiede chi tra Inter e Milan sia piazzato meglio sul fronte politico cinese.

Al momento sembra in vantaggio l’Inter, visto che il presidente nerazzurro ha un fatturato di 50 miliardi che lo rende sicuramente più solido, anche se le spese sono molto alte. Zhang Jindong vuole esportare il marchio Suning all’estero. Così se l’Inter si qualificherà alla Champions League, sarà molto più semplice. Zhang vuole inoltre essere a capo di un centro di controllo sportivo, con anche trasmissioni di partite, agenti di giocatori ecc. Sta puntando forte sul calcio e sembra funzionare.

I buoni rapporti tra Suning e Pechino, comunque, potrebbero giovare anche al Milan, nella speranza che si sblocchi la situazione legata agli investimenti.

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