Pioli, uomo degli stratagemmi: dal mental coach alle tabelle

Pioli, uomo degli stratagemmi: dal mental coach alle tabelle

Stefano Pioli, tecnico del Milan, nella sua carriera è sempre stato molto attento nel cercare nuovi modi di stimolare l’ambiente in cui lavora

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILAN – Nell’immediato post-partita di Juventus-Milan, il tecnico rossonero, Stefano Pioli, benché contento della prestazione offerta dai suoi ragazzi, aveva dichiarato: “Da mercoledì la classifica sarà appesa ovunque a Milanello“. Un segno, secondo il ‘Corriere dello Sport‘ oggi in edicola, che in casa Milan, 13° in campionato al pari del Sassuolo (che ha anche una partita in meno, n.d.r.), l’allarme è definitivamente scattato.

Ogni arma, a questo punto, può rivelarsi quella giusta per cambiare la situazione del Diavolo. E Pioli, ha ricordato il quotidiano romano, nella sua carriera è da sempre molto attento a trovare modi nuovi di stimolare l’ambiente in cui lavora. Stavolta ha scelto di appendere qualche cartellino in giro per il centro sportivo rossonero, nella speranza che Gigio Donnarumma e compagni abbiano le giuste motivazioni per risalire la china.

All’Inter, quando era subentrato a Frank de Boer, aveva appeso i cartelli con la classifica, ma anche con la tabella di marcia che, a suo dire, avrebbe dovuto tenere la squadra nerazzurra, con il numero di vittorie minime che avrebbero dovuto riportare l’Inter al terzo posto in graduatoria. Per un po’ il suo metodo si rivelò proficuo, giacché i nerazzurri conquistarono 7 successi consecutivi. Il sogno non si spense nemmeno dopo il doppio stop contro Juventus e Roma.

Un pareggio contro il Torino fece crollare tutta l’impalcatura. Le vittorie divennero sconfitte e l’Inter finì al settimo posto in campionato. Quando era al Bologna aveva lavorato con Anthony Smith, un mental coach di successo, che contribuì al nono posto dei felsinei in Serie A. Alla Lazio, invece, Pioli aveva adottato un altro metodo, quello di far cantare a squarciagola a tutti i calciatori l’inno della squadra biancoceleste. Al Diavolo, però, probabilmente serve anche un aiuto dal mercato: continua a leggere >>>

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