I comandamenti di Gazidis: Champions, ricavi, giovani

I comandamenti di Gazidis: Champions, ricavi, giovani

Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan, è l’uomo incaricato da Elliott per riportare i rossoneri nel calcio che conta. Questa la strada tracciata

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Il ‘Corriere della Sera‘ oggi in edicola ha dedicato un approfondimento a Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan che, sui social, è stato ribattezzato ‘Ivan il terribile‘, perché il dirigente sudafricano è stato capace di discutere con due bandiere del club, Leonardo e Gennaro Gattuso, i quali poi hanno entrambi lasciato il club rossonero.

Gazidis, 54 anni, sudafricano di nascita, inglese di passaporto ma greco d’origine, è A.D. del Milan dallo scorso 1° dicembre 2018, scelto da Gordon Singer in persona: superò, all’epoca, la candidatura di Umberto Gandini, dirigente del club rossonero in epoca berlusconiana, per via del percorso virtuoso sul quale aveva instradato i ‘Gunners‘.

Arrivato, infatti, in Premier League dalla MLS statunitense nel 2009, con la missione di far crescere il marchio Arsenal, Gazidis, a Londra, è riuscito a raddoppiare il fatturato, portare in positivo i bilanci e siglare tante sponsorizzazioni. All’Arsenal si è occupato solo del lato commerciale e finanziario del club, perché l’allora manager francese, Arsene Wenger, aveva la responsabilità dell’area sportiva.

Pur risultando una ‘fucina di talenti’, l’Arsenal, con la gestione Gazidis, ha vinto tre volte la F.A. Cup ed una volta il Community Shield. Da qui, la chiamata a Milano, con l’obiettivo, dichiarato, di riportare il Milan ai fasti di un tempo che fu o, perlomeno, in Champions League, riassestando, però, i conti di una società disastrata dopo il fallimento dell’esperienza cinese e sotto la lente di ingrandimento della UEFA per il mancato rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario.

Sin da subito, ha ricordato il ‘CorSera‘, Gazidis ha spinto per una squadra giovane e di prospettiva, bocciando le operazioni Cesc Fabregas e Zlatan Ibrahimovic, portate avanti da Leonardo, ed avallando, però, quelle per Lucas Paqueta e Krzysztof Piatek, pur consapevole che i 70 milioni di euro investiti avrebbero fatto scalpore dalle parti di Nyon. Ma è lui, Gazidis, l’uomo a cui Elliott ha affidato il compito di portare avanti un progetto sostenibile contemporaneamente sotto il profilo sportivo e finanziario.

La strada, perciò, è tracciata: bisogna insistere, complice anche l’esigenza di risanare i bilanci, su profili di calciatori Under 24, non affermati, e da valorizzare. Poi certo le porte a giocatori di esperienza non sono chiuse a prescindere, purché siano funzionali al progetto. Il piano è di generare plusvalenze, visto che Elliott terrà il Milan per una finestra temporale di 3-5 anni. E Gazidis oltre a uno stipendio da 4 milioni incasserà una percentuale dalla rivalutazione del patrimonio. Oggi Gazidis ha parlato in esclusiva a ‘La Gazzetta dello Sport‘: per le sue dichiarazioni integrali, continua a leggere >>>

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