Football Leaks rivela: “Fair Play Finanziario, disparità di trattamento UEFA per Inter e Milan”

Football Leaks rivela: “Fair Play Finanziario, disparità di trattamento UEFA per Inter e Milan”

L’edizione odierna de ‘L’Espresso’ ha svelato, con i documenti di Football Leaks, la disparità di trattamento di Inter e Milan da parte della UEFA

di Daniele Triolo, @danieletriolo

In questi giorni, ‘Football Leaks’ ha svelato il modo in cui Manchester City e PSG, nei passati esercizi di bilancio, hanno aggirato i rigidi paletti del Fair Play Finanziario della UEFA. Oggi, ‘L’Espresso’, con l’ausilio della documentazione di ‘Football Leaks’, ha anche sottolineato come la UEFA si sia comportata in maniera non del tutto imparziale nel momento in cui ha analizzato le situazioni societarie dell’Inter e del Milan.

Il Milan, come tutti i tifosi rossoneri ricorderanno, era stato infatti punito duramente dall’organo di controllo finanziario (CFCB, Club Financial Control Body), per il mancato rispetto della regola UEFA sul pareggio di bilancio. Al club di Via Aldo Rossi, in sostanza, era stato contestato di aver accumulato troppe perdite nei tre anni precedenti, 2014-2017.

Il rosso del Milan, secondo quanto riportato oggi da ‘L’Espresso’, era effettivamente oltre i limiti ma, secondo la documentazione rivelata da ‘Football Leaks’, quello dell’Inter era superiore a quello dei rossoneri. Eppure, le due società sono state trattate diversamente. Fino alla metà del 2015 ogni squadra poteva accumulare 45 milioni di perdite in due anni; poi il limite è stato abbassato a 30 milioni in 3 anni. Ma non è questo il nodo chiave della questione.

Che fare, infatti, quando un club sfora di tanto i limiti previsti dalle regole? Le opzioni sono due: la più punitiva prevede di chiamare in causa la Camera Giudicante della UEFA, che, nella peggiore delle ipotesi, può interdire la partecipazione di un club alle coppe europee. Proprio quello successo la scorsa estate al Milan, ‘salvato’ poi dal cambio proprietà, dai cinesi ad Elliott, e dal ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna.

L’altra opzione, più ‘morbida’, corrisponde invece all’accesso al regime di settlement agreement, ovvero un accordo tra le parti, senza traumi, che consente alle società di rientrare gradualmente dal rosso accumulato, partecipando però alle coppe e senza rinunciare ai proventi dalla partecipazione alle coppe stesse. Questa è stata la strada scelta per l’Inter nel 2014.

Ora, passiamo ai numeri: in 30 mesi, dal giugno 2014 al dicembre 2017, il Milan ha accumulato, secondo i documenti di ‘Football Leaks’ citati da ‘L’Espresso’, un rosso di 145,9 milioni di euro, che scende a 120,9 milioni tenuto conto della ‘deviazione accettabile’ per la UEFA. L’Inter, invece, nei 36 mesi che vanno dal 2012 al 2014 ha accumulato ben 210 milioni di euro di rosso, sceso, per la solita ‘deviazione accettabile’, a 165.

Dunque: perché, con il Milan, con 120,9 milioni, la UEFA ha utilizzato la mano pesantissima, mentre con l’Inter, con un debito di gran lunga più elevato ha firmato un accordo? Questi dubbi furono già sollevati da Marco Fassone, allora amministratore delegato del Milan, ma non avevano mai trovato risposta. Almeno finora.

NEI PROSSIMI GIORNI, INTANTO, IL MILAN DOVRÀ PRESENTARSI DI NUOVO A NYON. PER SCOPRIRE QUANDO, E COSA RISCHIA IL CLUB, CONTINUA A LEGGERE >>>

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