Fair Play Finanziario: Milan e UEFA cercano un accordo

Fair Play Finanziario: Milan e UEFA cercano un accordo

Il Milan e la UEFA cercherebbero una soluzione giuridica per arrivare ad un accordo che consenta ai rossoneri di avere più tempo per il pareggio di bilancio

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera‘ oggi in edicola, il Milan e la UEFA sarebbero al lavoro per trovare una soluzione giuridica che possa consentire al club di Via Aldo Rossi di avere più tempo per arrivare al pareggio di bilancio, ora imposto da Nyon entro il 30 giugno 2021.

L’esigenza, ha sottolineato il quotidiano generalista nazionale, è che l’eventuale accordo Milan-UEFA non vada a stravolgere i principi base del Fair Play Finanziario (FFP), che non possa passare per il vaglio della Camera Giudicante e che, anche, non irriti le altre società che, negli ultimi anni, dall’introduzione del FFP, hanno dovuto sottostare ai rigidi paletti del ‘Settlement Agreement’.

Tra queste, Inter e Roma che sarebbero pronte a farsi sentire con la UEFA in caso di accordi considerati ‘al ribasso’. Per non mandare a monte l’eventuale accordo con la UEFA, il Milan, a differenza di quanto annunciato, pubblicamente con un comunicato, lo scorso 24 dicembre 2018, ha rinunciato al ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna per le sanzioni inflittegli dalla Camera Giudicante in merito le violazioni al FFP per il triennio 2014-2017.

Tale sanzione, come si ricorderà, prevedeva una multa di 12 milioni di euro, il limite di 21 giocatori inscrivibili nella lista per le coppe europee e l’esclusione dalle competizioni europee per una stagione se, entro il 30 giugno 2021, non sarà raggiunto il ‘break even‘, il pareggio di bilancio, con la UEFA che ammette un passivo di 30 milioni di euro al massimo. Come si ricorderà, poi, il Milan è stato di nuovo rinviato a giudizio, nello scorso aprile, sempre davanti alla Camera Giudicante, anche per il triennio 2015-2018.

Un passaggio, questo, che il Diavolo ha accolto con tranquillità, perché avrebbe l’idea di raggiungere un accordo ‘cumulativo’, per cui gli strumenti di diritto non mancherebbero, che consenta di punire con un’unica sanzione più violazioni. Un’anomalia, rispetto all’iter sin qui seguito, ma il caso del Milan, di per sé, è anomalo per tempistiche e per quanto accaduto finora. Nel mezzo, infatti, si sono anche verificati ben due cambi di proprietà.

Resterebbe da capire, ha continuato il ‘CorSera‘, quale sarebbe la sanzione che il Milan riterrebbe essere congrua. Il club meneghino, infatti, dovrà fare le sue valutazioni e, logicamente, non possono essere completare prima di conoscere il verdetto del campo: una cosa, infatti, sarebbe qualificarsi in Champions League, per introiti e prestigio; un’altra, invece, disputare ancora una volta l’Europa League.

Qualora la UEFA dovesse chiedere, per il Milan, un anno di ‘fermo’ dalle competizioni europee, azzerando le altre sanzioni, per sanare la propria posizione e ripartire ‘puliti’ agli occhi di Nyon, in caso il Diavolo arrivi quinto, ed acceda dunque all’Europa League, potrebbe anche rinunciare a parteciparvi. Discorso diverso, invece, la società farebbe con un’eventuale qualificazione in Champions League.

Adesso, però, è ancora tutto prematuro. Quello che non si ferma mai, invece, è il calciomercato. Sembra che Leonardo e Paolo Maldini abbiano già piazzato il primo colpo della stagione: continua a leggere >>>

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