Milan, parla Higuain: “Derby molto speciale. Gattuso? Tira fuori il meglio da me”

Milan, parla Higuain: “Derby molto speciale. Gattuso? Tira fuori il meglio da me”

Gonzalo Higuain a 3 giorni dal Derby di Milano ha rilasciato una lunga intervista pubblicata quest’oggi da ‘La Gazzetta dello Sport’

di Alessio Roccio, @Roccio92

A tre giorni dal Derby di Milano, Gonzalo Higuain è pronto a giocare la sua prima stracittadina con addosso la maglia rossonera. Il Pipita ha rilasciato una lunga intervista pubblicata questa mattina sulle prime pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’.

Sul derby: “Tutti sono speciali, ma questo lo sarà di più per me perché sarà il primo con la maglia del Milan. Stiamo vivendo l’attesa con calma, tranquillità e concentrazione, vogliamo fare bene. Questa è una partita calda che mi ricorda quella di Madrid. Il fatto che la maggior parte dello stadio sia dalla loro parte ci darà una spinta in più- Vinceremo per avere la consapevolezza di non essere inferiori a nessuno”.

Sul suo momento: “Mi sento bene, sto attraversando un momento di forma e quindi lo sto sfruttando. Cerco sempre di dare il meglio grazie anche ad un allenatore capace die esprimere un calcio che piace a me”.

Su Gattuso: “Ti guarda in faccia e senti quanto ama il calcio, e pensare che ci ho pure giocato contro quando ero al Real.. Sta cercando di tirare fuori il meglio di me e apprezzo molto chi fa cosi con me. La squadra sta dalla sua parte, è una persona molto intensa che muore per i suoi giocatori. Allenatori così ce ne sono pochi. Sono contento della scelta che ho fatto perché mi sta migliorando. Quella sua voglia di vincere mi piace da morire”.

Allenatore migliore: “Senza dubbio Sarri è quello che mi ha fatto esprimere al meglio. E Gattuso gli assomiglia molto”.

Sulla scelta di venire al Milan: “Maldini e Leonardo mi hanno convinto questa estate. Elliott ha fatto un grandissimo sforzo per me e io ho apprezzato tanto. Chelsea? Qui mi volevano tutti, là solo l’allenatore”.

Su chi dice che non è supportato: “Vorrei ricordare che abbiamo fatto 10 gol nelle ultime 3 partite. Facciamo tanti gol, ma ne subiamo troppi. E’ lì che bisogna migliorare”.

Su Icardi: “E’ un centravanti molto forte, giovane e che sta segnando tanto. Gli auguro il meglio. Ma queste partite non si vincono giocando uno contro uno, ma con la squadra. E’ calcio non tennis. A Mauro invidio il colpo di testa e l’abilità in area di rigore: è un assassino. Potremmo giocare insieme, in carriera ho già giocato con altri attaccanti. Non abbiamo rapporti fuori dal campo, non parliamo”.

Idolo da ragazzino: “Ronaldo il brasiliano, non c’è nulla che io sappia fare meglio di lui. Gli porterei via tutto, è imparagonabile. I più talentuosi Messi e Guti”.

Su Ibra: “Premesso che dovreste chiedere alla società, ma a me piace condividere il campo con dei campioni e lui lo è”.

Sugli obiettivi stagionali: “Riportare la squadra in Champions, fare più gol possibili e vincere Europa League e Coppa Italia. Il Milan deve lottare per ogni trofeo che gioca, lo impone la sua storia. Campionato? Qualcosa rispetto alla Juve ci manca, è una competizione lunga in cui serve continuità. Nelle altre competizioni che sono più brevi possiamo dire la nostra. Se fai le cose per bene poi raccogli”.

Sulla Juventus: “Qualcosa credo si sia rotto dopo la finale di Coppa Italia. Poi è arrivato Ronaldo e hanno deciso di vendermi. Io ho sempre dato tutto per la Juve, vincendo diversi titoli. Non ho deciso io di andare via. Volevano fare il salto di qualità cosi mi hanno cacciato. Non ho rabbia nei loro confronti, mi hanno sempre trattato bene”.

Su Allegri: “Mi ha migliorato in alcuni aspetti, come aiutare la squadra a difendere e come attaccare la porta”.

Su De Laurentiis: “Lavezzi si è lasciato male, Cavani idem, con Sarri in panchina è stato contattato un altro allenatore. Con me si è preso 90 milioni. Ma la colpa è nostra.. Tutti hanno problemi con lui, ma la gente insulta gli altri”.

Su Cutrone: “Mi vede come un maestro? Io non lo sono, se mi vede così vuol dire che ho fatto le cose per bene nella mia carriera. Se il mio contributo serve per farlo rendere al meglio sono contento”.

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