Euro 2016 – Italia-Irlanda 0-1, le pagelle degli azzurri

Euro 2016 – Italia-Irlanda 0-1, le pagelle degli azzurri

L’Italia di Antonio Conte chiude il Girone E di Euro 2016 con una sconfitta indolore contro l’Irlanda: questi i voti dei nostri giocatori

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Un gol all’85’ di Robert Brady ha condannato l’Italia di Antonio Conte alla sua prima sconfitta in questa edizione dei Campionati Europei in Francia. L’Irlanda di Martin O’Neill si è imposta per 1-0, guadagnandosi il ripescaggio agli ottavi di finale, mentre, per gli azzurri, che approcciavano a questa sfida già aritmeticamente primi nel raggruppamento, fortunatamente questa sconfitta si è rivelata indolore. Vediamo, nel dettaglio, le pagelle dell’Italia, assegnate, nello specifico, da ‘La Gazzetta dello Sport’.

Sirigu 5,5: due parate importanti, su colpo di testa di Murphy e nel faccia a faccia con Hoolahan. Però sul cross che porta al gol decisivo fa la classica figura del ‘Vispo Tereso’ in uscita per farfalle. Una macchia di sugo su una camicia bianca.

Barzagli 6: giusto farlo giocare, se l’obiettivo era quello di non subire una sconfitta rotonda e devastante per l’autostima. Non osiamo pensare che cosa sarebbe potuto accadere se Barzagli fosse rimasto in panchina. Anzi sì: avremmo subito un’imbarcata.

Bonucci 5,5: brutto segno che anche Bonucci si afflosci. Sul cross fatale resta a mezza via e condanna Sirigu alla figuraccia. Vogliamo sperare che l’abbia fatto per azzerare il rischio di un rigore con ammonizione. Diffidato, ha giocato con lo stress del giallo.

Ogbonna 6: bene o male, in un modo o nell’altro, se la cava e regge gli autoscontri con Long e con Murphy, due attaccanti che cercano lo scontro fisico. Non ci sembra che abbia colpe particolari, ma certo non è del livello di Chiellini o Barzagli.

Bernardeschi 5: preda dell’emotività, ci mette una vita ad ambientarsi su un palcoscenico importante. Quel che alla Fiorentina gli riesce facile, qui all’Europeo diventa una montagna da scalare. Graziato dall’arbitro per la spinta a McClean (era rigore). (dal 15′ s.t. Darmian 5: e niente, è ancora dentro al tunnel delle sue insicurezze. Entra per puntellare e si ritrova a traballare. Palloni tremebondi, persi per mollezza mentale. Misterioso è il fatto che lo United ce lo abbia riconsegnato in queste condizioni).

Sturaro 5: il ‘marine’ in versione piangina: appena lo toccano va giù e si contorce come un delicato trequartista. Forse ha trovato gente più dura di lui e prova a commuovere l’arbitro, forse gli si sono abbassate le difese immunitarie. Litiga pure con il pallone.

Thiago Motta 5: ok, ormai ha la stessa modalità di un palo della luce, ma è un lampione che sa giocare al calcio. Il problema è che ovunque si giri non trova compagni con cui dialogare. Così si schiaccia su Bonucci, fa il difensore aggiunto e compartecipa al pateracchio.

Florenzi 5: interno di confusione, corre e corre, ma per dove? Emblematico della nostra incapacità di fare gioco a centrocampo, Florenzi va, per dove non si sa. Con gli irlandesi è abbastanza inutile, contro la Spagna la sua corsa può diventare un valore.

De Sciglio 5,5: teorico esterno alto, molto teorico. Di fatto gli spinterogeni irlandesi lo obbligano a farsi terzino, che è poi il suo ruolo naturale. Si dedica in esclusiva a rabbocchi e chiusure. Ci mette troppa ‘humilté’ e poca personalità. (dal 37′ s.t. El Shaarawy s.v.: in campo sullo 0-0 al posto di De Sciglio, e col senno di poi (è facile, sì) diciamo che sarebbe stato meglio difendere lo 0-0, e chiudere la partita con due esterni-terzini. Non c’è nulla di vergognarsi ad essere quello che si è).

Zaza 5,5: solita combattività, che però spicca di meno perché gli irlandesi in materia non prendono lezioni da nessuno. Suo l’unico nostro tiro di una certa pericolosità: al volo e a sorvolare la traversa. Sfortunato, perché titolare in un’Italia sbagliata.

Immobile 5: disperso in azione, non dà notizie di sé fino al minuto 43, quando ci prova da fuori: segnale di vita che rassicura quanti si preoccupano della sua scomparsa. Per convincere Conte, però, ci vuole altro, non a caso il CT si stufa e lo toglie. (dal 29′ s.t. Insigne 6,5: entra, e in pochi attimi, con l’azione personale che lo porta a colpire il palo, ci ricorda che in un tempo neppure troppo lontano ‘eravamo re’, avevamo piedi buonissimi. Insigne, praticamente un’allucinazione).

C.T. Conte 5: abbiamo subito l’Irlanda, abbiamo fatto le prove generali per lunedì, quando la Spagna tenterà di soffocarci con la sua tela di ragno. Sappiamo difenderci, non riusciamo ad imbastire quattro passaggi di fila. Questi siamo e a questo punto tali ci conviene rimanere.

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