Dzeko amava il Milan e Sheva, ora manda il Diavolo all’inferno

Dzeko amava il Milan e Sheva, ora manda il Diavolo all’inferno

Dzeko ancora una volta decisivo a San Siro contro la sua squadra del cuore, del suo campione preferito. In Nazionale potrebbe trovare l’Italia ai playoff.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Un gol simbolico, quello messo a segno da Edin Dzeko ieri a San Siro. Il gol del bosniaco consegna la vittoria alla Roma e porta il Milan a un periodo davvero complicato. A due settimane dal Derby, l’Inter lotta con le unghie e con i denti, lavorando sodo e portando a casa ancora una volta tre punti. Il Milan, invece, dopo aver festeggiato, crolla nel segno di un giocatore cresciuto guardando giocare Andriy Shevchenko, il principale castigatore dei nerazzurri. Quando Sheva vinceva il Pallone d’Oro, Edin era un ragazzo. Ora ha 31 anni, lavora per migliorarsi e migliorare il piazzamento della Roma dello scorso anno, portandola allo Scudetto, parola che a Roma è pesantissima, ma che con il capocannoniere dello scorso campionato non sembra essere impossibile. Otto partite, otto gol anche quest’anno per il bosniaco, che da ragazzino è scappato con la famiglia dalla guerra.

È passato tanto tempo da quelle sofferenze e Dzeko è diventato una star, nonostante la prima stagione difficile a Roma. Poi ha spiccato il volo. Ci ha messo un po’ a capire la Serie A, mentre Shevchenko era partito fortissimo. Tempi diversi e squadre diverse. Il Milan dell’ucraino, però, era ancora in costruzione, non la squadra matura che poi ha vinto due titoli europei. Anche la Roma ha una situazione un po’ mobile, con un centro permanente: un centravanti che segna e aiuta la squadra a giocare. Con la Nazionale bosniaca si candida a essere un pericolo per chiunque possa incontrarla ai playoff di qualificazione ai Mondiali, Italia compresa. Eusebio Di Francesco, quando ancora allenava il Sassuolo, aveva paragonato Dzeko a Marco Van Basten. Coltello nella piaga per i tifosi rossoneri, puniti da un bomber che ama e ricorda i grandi centravanti del passato milanista.

Vincenzo Montella, probabilmente, lo avrebbe voluto volentieri al Milan e un tentativo l’ha anche fatto. Già a maggio il bosniaco aveva castigato il Diavolo, con una doppietta a San Siro. In quel caso finì 4-1. Però anche in quel caso erano tre punti, con la Roma che nonostante stia aprendo un nuovo ciclo vola, mentre il Milan continua ad avere difficoltà, tra i rimpianti. Dzeko ha tirato due volte, una in porta. Ha perso palloni, ma ne ha anche recuperati e tenuti diversi. Il numero 9 della Roma si è dimostrato ancora una volta decisivo. Non è più il ragazzino cresciuto nel mito di Sheva, adesso le grandi prestazioni le fa lui contro il Milan. I ricordi però restano, scrive La Gazzetta dello Sport. Quei ricordi a cui forse i milanisti non vogliono ripensare.

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