Calcio e Finanza – Ecco quanti soldi ha perso Yonghong Li investendo nel Milan

Calcio e Finanza – Ecco quanti soldi ha perso Yonghong Li investendo nel Milan

Yonghong Li, in questi giorni, si è visto ‘sfilare di mano’ la società rossonera, finita al fondo Elliott. Numeri e cifre di un’operazione in perdita

di Daniele Triolo, @danieletriolo

‘Calcio e Finanza’ ha pubblicato un approfondimento, di carattere economico, sull’era di Yonghong Li alla guida del Milan, chiarendo, nel dettaglio, quanto l’imprenditore cinese ci ha rimesso in questi 15 mesi come proprietario e Presidente del club rossonero, da ieri ufficialmente in mano al fondo Elliott Management Corporation.

I FLUSSI DI DENARO – Prima del closing dello scorso 13 aprile 2017, data in cui Yonghong Li aveva rilevato ufficialmente il Milan da Fininvest, aveva versato caparre per 250 milioni di euro. Quindi, dal bilancio Fininvest al 31 dicembre 2016, è emerso come, per acquisire il 99,93% del capitale del Milan, la Rossoneri Sport Investments Luxembourg, holding con cui Yonghong Li ha controllato il Milan, ha pagato 516 milioni di euro, a cui sono stati aggiunti altri 90 milioni come rimborso del finanziamento in conto capitale erogato da Fininvest al Milan dal 1° luglio 2016 fino alla data del closing. Quindi, totale 606 milioni, ai quali si sono aggiunti altri 10 milioni che la Rossoneri Sport Lux aveva girato al Milan sotto forma di “finanziamento in linea capitale, finalizzato a finanziare l’attività ordinaria della società”. In tutto arriviamo a 616 milioni di euro.

Rispetto ai 250 milioni di caparre versate prima del closing, all’appello mancano ancora 366 milioni. Chi ha messo a disposizione di Yonghong Li, dunque, i capitali mancanti?

PRESTITI DI ELLIOTT ED ANTICIPAZIONI DI HUARONG – ‘C&F’ spiega come i soldi siano stati così ripartiti: 50 milioni di patrimonio offshore (fuori dalla Cina) di Yonghong Li, 136 milioni di anticipazioni di Huarong con garanzia beni di Yonghong Li in Cina; 180 milioni come prestito del fondo Elliott Management Corporation alla Rossoneri Sport Lux, a cui vanno aggiunti i 123 milioni di euro erogati direttamente al Milan tramite i due bond, quotati alla borsa di Vienna, sottoscritti dal fondo Elliott attraverso la controllata Project Redblack. La somma porta ai 366 milioni mancanti. Ecco come sono stati impiegati: 266 milioni sono serviti a saldare Fininvest per l’acquisto del 99,93% del Milan (250 milioni di caparre più 266 milioni = 516 milioni); 90 milioni per rimborsare il finanziamento soci erogato da Fininvest al Milan dal 1° luglio 2016; 10 milioni girati da Rossoneri Sport Lux al Milan per finanziare l’attività ordinaria della società.

DOPO IL CLOSING – Il 18 maggio 2017, ha ricordato ‘Calcio e Finanza’, l’assemblea dei soci del “nuovo” Milan targato Yonghong Li ha deliberato l’emissione di due prestiti obbligazionari (bond): un primo da 73 milioni e un secondo da 50 milioni, per un totale di 123 milioni. Entrambi i bond, quotati alla borsa di Vienna, sono stati sottoscritti integralmente dal fondo Elliott attraverso la controllata Project Redblack.

I 73 milioni incassati dal collocamento del primo bond hanno di fatto consentito al Milan di azzerare l’indebitamento finanziario verso le banche italiane, attraverso la chiusura di una più complessa operazione che aveva visto coinvolte prima Fininvest e poi la stessa Rossoneri Sport Lux. I 50 milioni incassati con il collocamento del secondo bond sono invece stati destinati a finanziare parte del calciomercato della stagione 2017-2018. Con l’emissione dei due bond, l’esposizione di Elliott nei confronti del “sistema Milan” (Rossoneri Sport Lux + AC Milan) si attesta dunque a 303 milioni.

GLI AUMENTI DI CAPITALE – Nello stesso giorno, 18 maggio 2017, l’assemblea dei soci del Milan ha deliberato un primo aumento di capitale da 60 milioni, di cui Yonghong Li si è impegnato a sottoscrivere la propria quota, attraverso Rossoneri Sport Lux. L’assemblea dei soci ha inoltre conferito una delega al CdA del Milan per chiamare, qualora ce ne fosse bisogno, un secondo aumento di capitale da 60 milioni.

Il primo aumento non è servito a ripianare la perdita civilistica di 71,9 milioni relativa al bilancio 2016 del Milan. Per coprire il rosso dell’ultimo esercizio sono state utilizzate riserve e il “versamento in conto capitale e/o copertura perdite” da 53,5 milioni effettuato da Fininvest tra il primo gennaio e il 31 marzo 2017. L’aumento di capitale da 60 milioni deliberato il 18 maggio è stato invece finalizzato al “rafforzamento finanziario e patrimoniale della società” e ha portato nelle casse del Milan altre risorse fresche che sono andate ad aggiungersi ai 55 milioni raccolti con il secondo bond. Il totale fa 115 milioni di euro di cassa a disposizione del Milan per finanziare il mercato e la gestione corrente.

IL PRIMO AUMENTO DA 60 MILIONI – Yonghong Li (attraverso Rossoneri Sport Investments Luxembourg) non ha versato subito tutti i 59,96 milioni della sua quota relativa al primo aumento di capitale da 60 milioni. Come documentato dalle cronache dell’ultimo anno, Yonghong Li ha sottoscritto l’aumento di capitale in più tranche. La prima tranche, da 22,07 milioni, l’uomo d’affari cinese l’ha versata nel luglio 2017. La seconda, da 5 milioni, nel settembre 2017. L’11 ottobre 2017, quando il CdA del Milan ha approvato il bilancio (di soli sei mesi) al 30 giugno 2017, Rossoneri Sport Lux, aveva versato dunque 27,07 milioni rispetto ai 59,96 milioni dovuti. Altri 22 milioni sono stati versati da Yonghong Li, attraverso la holding lussemburghese, venerdì 10 novembre 2017.

E’ stato il consigliere del Milan (si dice in quota al fondo Elliott), Paolo Scaroni, ad annunciarlo nel corso dell’assemblea di lunedì 13 novembre chiamata ad approvare il bilancio del Milan al 30 giugno 2017. Il saldo di quanto versato è salito così a 49,07 milioni. Per arrivare a 59,96 milioni e sottoscrivere integralmente l’aumento di capitale mancavano ancora circa 11 milioni. Yonghong Li li ha versati in altre due tranche. La prima, da 8 milioni, ad inizio 2018, la seconda, da 3 milioni, nel mese di marzo.

IL SECONDO AUMENTO DA 60 MILIONI – A metà marzo in concomitanza con l’integrale sottoscrizione del primo aumento da 60 milioni, il CdA del Milan ha esercitato la delega ricevuta dall’assemblea per chiamare il secondo aumento di pari importo. Il board ha chiamato subito una prima tranche del secondo aumento pari a 38,90 milioni da versare entro la fine del mese di aprile.

Anche in questa occasione Yonghong Li non ha versato subito la quota di sua spettanza. Con più versamenti l’uomo d’affari cinese è arrivato a versare circa 28 milioni. Ma nel frattempo il CdA del Milan ha chiamato anche la seconda tranche, pari a 21,10 milioni del secondo aumento da 60 milioni. Yonghong Li entro fine giugno è chiamato a completare l’aumento versando nelle casse del Milan i 32 milioni restanti.

LA CRONACA – Elliott ha anticipato i 32 milioni, dando tempo a Yonghong Li fino a venerdì 6 luglio per procedere al rimborso. Cosa che non è accaduta mettendo il fondo nelle condizioni di escutere il pegno e di rilevare il controllo del Milan.

Yonghong_Li_perde_soldi

IL CONTO FINALE – Ricapitolando, tra caparre, soldi versati al momento del closing e versamenti di aumenti di capitale del club, Yonghong Li ha messo sul piatto 388 milioni. Cifra che sale a 524 milioni considerando anche fondi anticipatigli da Huarong su beni propri. Un capitale che, alla luce dell’escussione del pegno da parte di Elliott, è andato completamente bruciato. Per questo Yonghong Li starebbe valutando di rivolgersi al Tribunale del Lussemburgo, per far stabilire dai giudici il «fair value» del club. Elliott ha infatti preso il controllo del Milan per circa 370 milioni (i 303 milioni più interessi e i 36 milioni dell’ultimo aumento), ma secondo Yonghong Li il club vale molto di più. Perciò chiederà di essere tutelato e che l’ eventuale extra guadagno di una successiva rivendita vada a lui, con Elliott che dovrebbe rientrare «solo» del suo prestito più interessi. Il fondo, intanto, ha deciso di tenere il Milan per gestirlo: leggi qui le parole di Paul Singer.

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