Benevento-Milan, è Kalinić il protagonista più atteso

Benevento-Milan, è Kalinić il protagonista più atteso

Nikola Kalinić tira e segna poco, ma il Milan di Gennaro Gattuso punta anche e soprattutto sulla rinascita del croato per risalire in campionato

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’, per la sua prima partita sulla panchina del Milan, oggi in trasferta contro il Benevento, il nuovo tecnico rossonero Gennaro Gattuso, per quanto concerne l’attacco, ha deciso di non rischiare: nel 3-4-3 disegnato dall’allenatore milanista, quale riferimento centrale del tridente giocherà il 29enne croato Nikola Kalinić, che ha vinto (almeno per il momento) la concorrenza dei più giovani André Silva e Patrick Cutrone.

Gattuso è infatti convinto come un brutto periodo non possa cancellare gli ottimi due anni di Kalinić a Firenze (27 gol in Serie A con la maglia viola) e, pertanto, una delle sue missioni prioritarie, secondo la ‘rosea’, sarà quella di recuperare il giocatore alla causa rossonera: troppo pochi, sin qui, i 3 gol realizzati da Kalinić (doppietta all’Udinese a settembre, rete al ‘Bentegodi’ contro il Chievo ad ottobre), che tira poco e, di conseguenza, trova la porta ancora di meno.

L’allenatore rossonero, ieri in conferenza stampa, gli ha dedicato un passaggio importante: “Basta un gol, una zampata per riprendersi – ha sottolineato Gattuso a proposito di Kalinić -. E’ anche una questione mentale: ti sblocchi e cambia la schermata. Invece di vedere cose brutte vedi un bel mare, il sole e 40 gradi. Lui ha bisogno di questo: come gli altri, ha bisogno di fiducia. Bisogna dargli il merito di andare sempre a cercarsi l’occasione da gol – ha proseguito il tecnico del Milan -; magari sbaglia, ma è sempre lì”.

Durante Milan-Torino, ha quindi evidenziato ‘La Gazzetta dello Sport’, Kalinić ha giocato 77′, si è mangiato due gol, sprecato malamente un contropiede ma, effettivamente, ha creato dei pericoli. Questo deve essere il suo punto di (ri)partenza, per invertire una crisi testimoniata dai numeri: il croato fa 0,83 tiri in porta a partita (il 35% in meno di quanto accadeva a Firenze), 1,5 tiri dall’interno dell’area di rigore (il 40% in meno dei suoi standard), e segna più o meno ogni 5 tiri. Mauro Icardi, per citare un elemento di paragone, calcia 2,14 volte in porta a partita, è a 2,93 conclusioni dall’interno dell’area di rigore e fa più di un gol ogni 3 tiri.

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