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MILAN-ALESSANDRIA: le pagelle del Corriere della Sera

Juraj Kucka, centrocampista del Milan (credits: GETTY Images)

Ecco le pagelle del Corriere della Sera dei rossoneri nel match di ieri sera

Gianluca Raspatelli

Ecco le pagelle del Corriere della Sera dei rossoneri nella semifinale di ieri sera tra Milan e Alessandria, vinta dal Milan 5 a 0.

6,5 Abbiati Altro che passerella, gli tocca proprio lavorare bloccando al via – quando i compagni sono ancora distratti – Fischnaller e poi Celjak.

6 De Sciglio Avvio così così ma trova presto convinzione e gambe. Sulla linea spazza gli scampoli della favola dell’Alessandria.

7 Zapata Ferma un lancio in verticale di Nicco per Fischnaller, che comunque lo impegna. Sempre lucido.

6,5 Romagnoli Soffre un po’ il forcing in avvio dei due tempi, ma è davanti che trova gloria con il primo gol rossonero e la partecipazione alla quarta segnatura (un autogol).

6 Antonelli Spinge sempre, nessuno gli ha detto che gli avversari sono di due serie inferiori.

6 Honda Decisamente meglio come assistman (perfetto il lancio per Menez) che come realizzatore: in avvio spara alto a porta vuota e poi la mette in mezzo nella folla invece di tirare.

6 Poli Trova lo spazio che non ha in campionato, mette gambe e fiato, fa l’assist per il terzo gol.

7 Kucka Splendida la sua incursione al via, che coglie impreparato Honda. Napoli o Alessandria, per il Carrarmato la voglia è la stessa: asfalta tutti senza pietà.

6 Bonaventura Ha tenuto in piedi la baracca in tempi di magra, ora non fa miracoli, ma esce con eleganza dalla gabbia degli avversari.

5,5 Balotelli Alla fine segna pure lui ed è tutto dire vista l’indolenza: chiunque al posto suo morderebbe l’erba, lui ciondola.

7 Menez Alla sua prima da titolare, dopo l’operazione alla schiena, il capocannoniere della scorsa stagione ritrova subito il gol, anzi due. La condizione crescerà, il fiuto per la rete non se n’è andato.

5,5 José Mauri Vorrei ma riesco poco, un po’ pretenzioso.

5,5 Boateng Entra quando è un allenamento e non incide.

7 Mihajlovic Mette molti titolari perché non si sa mai e l’obiettivo è troppo importante. Rilancia Menez. Fa la faccia feroce dopo un quarto d’ora e i suoi reagiscono. Ha la squadra in mano.

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