LIVE PM – Gattuso: “Il sesto posto cambia la vita, Suso non vuole andare via”

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan, presenta in conferenza stampa i temi principali della sfida di domani contro i viola: le sue dichiarazioni

di Luca Fazzini, @_lucafazzini

Termina qui la conferenza stampa di Gattuso

Sul caso De Vrij: “Deve fare il professionista, assumendosi le responsabilità. Non capisco perchè non debba giocare. Fino al 30 giugno è pagato dalla Lazio, quindi se sta bene e vuole giocare, perchè non farl0? Solo in Italia facciamo queste polemiche. Chi lo conosce, mi ha detto che ha grande mentalità, ci tiene molto. Se domani gioca, farà anche una grande partita. Sono polemiche che lasciano il tempo che trovano”.

Su Buffon: “Gli abbiamo fatto i complimenti per i suoi anni alla Juventus e per il campione che è, non molla mai. Se i giovani devono aspettare lui che smetta, dovranno aspettare ancora un bel po’. Tutto questo gli fa onore, c’è un grande rapporto con lui. Gli vogliamo tutti bene. Lui è quello che scrive meno di tutti, non è molto tecnologico, come me”.

Su Nesta e Inzaghi, che si incontreranno in Perugia-Venezia: “Ci sentiamo spesso, abbiamo una chat con i Campioni del Mondo. Non ci fermiamo mai, per tre ore cazzeggiamo, Materazzi è in capogruppo. Non so se andrò a vederla, che vinca il migliore. Sono contento che Sandro sia tornato in Italia, è più magro di quando giocava (ride, ndr)”.

Su una partita in particolare che ha insegnato qualcosa in particolare: “Tutte, non ce n’è una in particolare. Sicuramente nella settimana della partita con il Benevento, ho capito subito che eravamo in difficoltà. Il mio errore più grande è stato che non mi ero spiegato bene. Il mio rammarico più grande è su quella partita. La sensazione è che ho alzato l’asticella solo all’ultimo momento”.

Su Politano e Berardi: “Sono buoni giocatori, conoscono il campionato italiano. Vediamo, sono giocatori interessanti”.

Sulla programmazione: “L’85/90% di questi giocatori resteranno qui, arriveranno giocatori con esperienza. Per rinforzare la squadra, servono 3/4 giocatori con malizia, che hanno giocato un certo tipo di partite, professionisti a 360°. Mercato? Vediamo, più di 22-23 giocatori non possono stare in rosa, vedremo anche cosa dirà l’Uefa. Arriveranno 3/4 giocatori e ne usciranno tre, quattro o cinque”.

Su Montolivo: “E’ stato capitano del Milan, dal primo giorno ho avuto un rapporto molto schietto. Si vedeva che non era contento per le scelte, ma a livello umano e professionale non gli posso rimproverare nulla, non ha sbagliato una virgola. Anche a me, a 30/31 anni, è capitato di prendere una doppia ammonizione. Se sei in clima partita, capita che fai un fallo così. Parlare nel dopo-partita? I giocatori vengono decisi dall’ufficio stampa, lui magari in quel momento non se l’è sentita”.

Sulla Supercoppa di agosto con la Juve: “Con la testa non ci sono ancora arrivato. Se domani vinciamo, faccio 30 chilometri a piedi, penso solo a quello. Sarà affascinante, ma dovremo ricordarci che due settimane fa abbiamo preso quattro gol”.

Su Suso: “Ci ho parlato, non vuole andare via. Ad oggi, nessuno è venuto nel mio ufficio a dirmi che vuole andare via. Ogni tanto vengono a parlarmi, qualcuno dice cose sensate, altri stro***te (ride, ndr), ma Suso non vuole andar via”.

Se l’anno prossimo ci potrà essere un nuovo modulo: “Penso si sia visto che ogni tanto l’ho fatto, a partita in corso. Si può fare qualcosa di diverso, ma bisogna lavorarci con il tempo”.

Se ha qualche rimpianto per la gestione di qualche giocatore: “Con una condizione fisica accettabile, qualche giocatore avrebbe potuto riposare, senza tirargli il collo. Si tocca con mano che siamo una squadra stanca, abbiamo fatto 57 partite, il modo di cambiare è stato cambiato radicalmente. Abbiamo avuto la fortuna di non avere infortuni, il merito è della parte medica. I rimpianti ci sono sempre, ma a me piace cambiare, non sono fissato con il 4-3-3, ad esempio. Però bisogna lavorarci, in vista dell’anno prossimo ci proveremo, serve tempo. In questo momento non si sembra corretto improvvisare”.

Sul bilancio stagionale: “Cambia molto, sia professionalmente che per il club, arrivare sesto o settimo. Se arriviamo sesti, facciamo dieci giorni a Milanello, mettendo benzina nelle gambe. Se arriviamo settimi, dobbiamo fare tutto in fretta e furia, giocando ogni giovedì dal 26 luglio. Sono molto più preoccupato questa settimana rispetto a quella della partita con la Juve. Sono molto preoccupato, ieri Frosinone-Foggia è stato l’esempio. Tutto questo mi piace, erano anni che c’erano risultati scontati”.

Rocco e il paragone con lui: “Ogni tanto nei momenti di difficoltà, parlo con la sua statua che c’è qui a Milanello, mentre bevo un caffè. Per me è un onore essere qui, è casa mia. Mi sento capo ultrà del Milan, ma quando hai queste pressioni addosso, le senti tutte. Sono qui da 5 mesi, ma mi sembrano 50 anni considerando le fatiche mentali. Da giocatore potevo abbattermi un po’, adesso non devo mollare, devo dare segnali alla squadra. Il mio stato d’animo, questa settimana, non è stato dei migliori, ma devo sempre essere positivo”.

Sulla Juventus: “La Juventus in questo momento è imbattibile perchè ha grande programmazione, fa mercato 3/4 mesi prima, è una delle poche squadre in Italia ad avere lo stadio di proprietà. Oggi la Juve è inarrivabile per la sua programmazione, non è forte solo sul terreno di gioco”.

Sul gap con Lazio e Inter: “Non sono ipocrita, c’è tanta differenza tra Champions League ed Europa League. Però non dobbiamo dimenticarci da dove veniamo. Non parlo solo della gestione di Vincenzo (Montella, ndr), nche io ne ho combinato. Con il Benevento, per esempio, con tutto il rispetto, avremmo dovuto fare 5 punti in più. Sono sicuro che se a Torino con la Juve fosse andata diversamente, poteva succedere altro. Ma con i ‘se’ e i ‘ma’ non si va da nessuna parte”.

Su Donnarumma: “Correggetemi se sbaglio, ma Donnarumma non ha tirato la maglia ai tifosi domenica scorsa a Bergamo. In questo momento è un dato di fatto che ha commesso qualche errore tecnico, ma per quello che ha passato, bisogna capirlo. E’ un anno che si parla di lui. Lui ci ha messo del suo, ma bisogna lasciarlo tranquillo. Ciò che non va dimenticato è che è un patrimonio della società. Ora dobbiamo lasciarlo tranquillo, questa settimana ha lavorato. Devo ringraziarlo, altri giocatori avrebbero potuto tirarsi indietro. Gli fa onore”.

Sulla partita a livello mentale: “Sono molto preoccupato, lo sanno anche i ragazzi. Negli ultimi giorni ripeto sempre le stesse cose. Ho giocato a calcio, quando una squadra non ha niente da perdere gioca in maniera spensierata. Ho visto una squadra concentrata, si sono parlati tra di loro due volte nello spogliatoio, è stato un bel segnale. La Fiorentina ha cambiato tanto, ha molti giovani interessanti. Quando attaccano la profondità fanno paura, dovremo fare attenzione”.

Su Suso: “Non possiamo fare niente, si è fatto male sull’ultima punizione in allenamento. Ce ne faremo una ragione, non serve il nome importante, può giocare anche uno della Primavera, basta che ci sia veemenza. Questa vittoria ci serve”.

Se questo campionato è iniziato a Fiorentina: “Fu una partita di grandissima sofferenza, abbiamo giocato con il coltello fra i denti. Eravamo stanchi, ma eravamo un Milan diverso. A tratti abbiamo perso questa caratteristica. La svolta, però, è stato il derby di Coppa Italia, non la sfida di Firenze”.

Si inizia: “Mercoledì ho chiesto in sede come fosse la prevendita, siamo intorno ai 53.000. Non avevo dubbi. Domani inizia il nostro campionato, dobbiamo ripartire da domani. Se saremo in 60.000, dovremo ripartire da lì, da una prestazione convincente. Non sarà assolutamente una partita facile, conoscendo il loro allenatore e la professionalità della Fiorentina”.

Amici di ‘PianetaMilan.it’, benvenuti a Milanello, dove tra poco, alle ore 15:00, il tecnico rossonero, Gennaro Gattuso, presenterà i temi principali della sfida di domani, ore 18:00, tra il Milan e la Fiorentina. Restate con noi per non perdervi neanche una dichiarazione del tecnico milanista!

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