Van Basten: “Sacchi parlava troppo: non lo sopportavo”

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Marco van Basten, ex attaccante rossonero, ha rivelato interessanti retroscena nella sua autobiografia: uscirà domani in Olanda

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Marco van Basten AC Milan

Milan, ecco l’autobiografia di van Basten: bordata a Sacchi

 

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Domani, in Olanda, esce l’autobiografia di Marco van Basten, classe 1964, ex centravanti del Milan per tanti anni, dal 1987 al 1995. Il ‘Cigno di Utrecht‘ ha ripercorso, con il giornalista Edwin Schoone, anche i suoi trascorsi con la maglia rossonera.

van Basten, nelle anticipazioni dell’autobiografia pubblicate da ‘Calcio & Finanza‘, ha spiegato come il Milan di Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi fosse “tra le sei squadre più grandi di sempre”. L’ex numero 9 del Diavolo, però, ha ammesso candidamente: “Sacchi non lo sopportavo, parlava troppo”.

Durante la gestione di Sacchi, ha poi proseguito van Basten, “abbiamo dovuto guardare tanti video; in allenamento parlava sempre. Era troppo. Gli dicevo: mister, me lo hai già detto 12 volte. Era un tale fanatico che continuava a raccontare le stesse storie. Era difficile da accettare”.

Secondo van Basten, uno dei più forti centravanti di sempre, Sacchi e Capello “sono stati allenatori fortunati perché avevamo una squadra meravigliosa. Avevano Franco Baresi, Paolo Maldini, Alessandro Costacurta e Mauro Tassotti: grandi difensori che sapevano giocare molto bene anche con il pallone”.

Per van Basten, il Milan in cui ha giocato è una delle più grandi squadre della storia del calcio, con l’Ajax del 1972, il Bayern Monaco del 1974, il Liverpool degli anni Ottanta, il Real Madrid di Cristiano Ronaldo e il Barcellona di Lionel Messi, Sergio Busquets, Andrés Iniesta e Xavi. “Non ho intenzione di dire che siamo stati i migliori. Ma eravamo tra i migliori”, la sua convinzione.

Nel libro, naturalmente, c’è anche spazio per i tanti tormenti di van Basten. Ha ricordato i numerosi infortuni (l’ultimo lo ha poi, di fatto, condannato al ritiro dal calcio giocato a soli 29 anni e dopo 2 anni di inattività), ma anche la sofferenza di quando Johann Crujff lo faceva giocare lo stesso, nell’Ajax, nonostante i dolori.

“Crujiff mi diceva: non giochi tutte le gare e puoi saltare alcuni allenamenti. Ma devi giocare in Europa. Qualunque cosa accada, devi giocare la finale”. LE PAROLE DI DEMETRIO ALBERTINI SUL MILAN DI OGGI >>>

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