Suso e Calhanoglu: è il momento di farsi avanti

Senza Higuain, Biglia e Bonaventura, la creazione del gioco passa da Suso e Calhanoglu. Entrambi possono e devono fare di più, soprattutto per ciò che riguarda l’assistenza a Patrick Cutrone

di Redazione

di Valerio Paini

Un Milan stoico, condizionato da una lunga lista di infortuni, esce dall’Olimpico di Roma con un solo punto nella sfida per il quarto posto contro la Lazio. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per come è maturato, con un gol al 94′ minuto che spegne gli entusiasmi rossoneri, ma traccia una via importante, di speranza, per un futuro più roseo, visto il calendario in discesa. Protagonisti positivi, oltre alle colonne del centrocampo Kessié e Bakayoko, sono stati Suso e Hakan Çalhanoğlu, autori di una partita propositiva sul piano delle iniziative individuali anche se carente dal punto di vista delle assistenze, con Patrick Cutrone praticamente abbandonato alla difesa biancoceleste per tutta la partita.

Senza i registi ufficiali e occulti del sistema di gioco rossonero, tutti infortunati o squalificati, toccava infatti a loro sostenere il gioco sia nella fase di costruzione, sia nella fase di rifinitura nella trequarti avversaria. Per ciò che riguarda lo spagnolo, esso si è fatto spesso trovare anche in zone molto basse pur di arrivare a giocare il pallone e si è mostrato soprattutto nei dribbling sulla fascia, ormai suo marchio di fabbrica, e nelle rare sortite offensive rossonere attraverso qualche imbeccata per innescare le corse dei compagni, così come è successo nel caso del gol quando una sua precisa verticalizzazione ha lanciato Davide Calabria, abile nel trovare poi Franck Kessié al limite dell’area di rigore.

Prova leggermente più opaca invece per il turco, ancora incapace di sbloccarsi in questa stagione in campionato. Il talento classe ’94 infatti, condizionato anche dalla posizione in campo (il suo è stato un continuo sdoppiarsi tra il ruolo di esterno e quello di mezzala), ha permesso sì di conservare il pallone attraverso dribbling rischiosi in mezzo al campo e quindi di costruire gioco, ma nella sua zona di competenza non è stata sviluppata alcuna azione particolarmente rilevante. Nota di merito, con più di un rimpianto, il palo colto nel primo tempo dopo una prodigiosa parata del portiere laziale Thomas Strakosha.

Alla luce del contesto nel quale versa il Milan in questo momento forse non si poteva chiedere di più, sta di fatto che sia da Suso, che da Çalhanoğlu, per la loro capacità tecnica e personalità, ci si aspetta sempre qualcosa in più. Cutrone ha bisogno di più palloni giocabili e di maggiore sostegno, diversamente sarà difficile proseguire verso il sogno Champions League, che dopo la partita di ieri sembra comunque ancora abbordabile.

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