Serena: “Derby a San Siro spettacolari. Sacchi…”

Ai microfoni di Radio Rossonera è intervenuto Serena, ex attaccante di Milan e Inter. Tanti aneddoti sugli anni in cui ha giocato.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Tre anni al Milan, di cui uno in prestito per Aldo Serena. L’ex giocatore ha parlato ai microfoni di Radio Rossonera. Tanti i temi trattati, tutti relativi al suo passato con la maglia del Milan ma non solo. Qui di seguito le sue dichiarazioni. Qui il pensiero su Gattuso.

Quale Milan ricorda con più affetto tra quelli in cui ha giocato: “L’avventura al Milan nella stagione 1982/83 fu molto particolare perché avevamo un presidente folkloristico che affittava Milanello il sabato e la domenica per i matrimoni. Castagner fu molto bravo ad assemblare una squadra fatta da giocatori giovani e meno giovani e devo dire che quell’anno ci divertimmo parecchio anche grazie al pubblico: mai avremmo immaginato di avere 60000 persone allo stadio al nostro seguito. Nel Milan dei primi anni ’90 ero a fine carriera ed avevo la concorrenza spietata di: Van Basten, Gullit, Papin, Massaro, Savicevic, Lentini e Simone. Quello era un Milan che riusciva ad acquistare i migliori calciatori del mondo (con Berlusconi fu un periodo florido sotto tutti i punti di vista ed un Milan) a cui Sacchi aveva dato le basi e Capello gli accorgimenti”.

Su Joe Jordan: “Avevo 22 anni e lo conoscevo solo di fama. Aveva un atteggiamento esteriore burbero ed a volte poteva anche far paura, per questo motivo all’inizio ero un po’ prevenuto nei suoi confronti. Dopo averlo conosciuto compresi di aver di fronte una persona straordinaria pronta a darti una mano in tutto e per tutto. Ricordo ancora il goal che segnai grazie a lui in Coppa Italia contro il Piacenza”.

Se ha percepito il cambiamento di Sacchi: “Gli anni di Sacchi li ho vissuti da avversario con la maglia dell’Inter, tornai al Milan con Capello. Una volta tornato in rossonero però mi sono reso conto di quanto lo stesso Sacchi avesse anche portato una notevole meticolosità negli allenamenti e nella preparazione delle partite a 360°. Non credo inoltre sia stato facile imporre tale metodologie di lavoro a super campioni. Chissà inoltre cosa sarebbe successo se altri grandissimi campioni come Maradona o Careca si fossero allenati con quelle metodologie”.

Se i campioni del passato lo sarebbero anche oggi: “È sempre difficile fare raffronti tra epoche diverse. Probabilmente i giocatori del passato oggi si sarebbero adeguati e sono certo che le qualità innate di base sarebbero rimaste assolutamente identiche e avrebbero senz’altro conteso ai Ronaldo ed ai Messi il titolo di miglior giocatore del mondo”.

Oggi in che ruolo giocherebe ed in quale modulo: “Punta centrale in 4-3-3 o in un 4-2-3-1”.

L’aneddoto relativo a quel famoso concerto di Bruce Springsteen del 1985: “Era il 21 giugno del 1985, avevo acquistato da mesi i biglietti per quel concerto. A quel tempo esisteva una trattativa tra me e l’Inter perché il presidente nerazzurro Pellegrini voleva me mentre la Juventus voleva Tardelli. Mi persi gli ultimi minuti del concerto per poi incontrare il presidente Pellegrini nella sua abitazione in nottata. Bruce Springsteen non è più il mio cantante preferito. Lo era a quell’epoca, poi alcuni gusti cambiano in base al tempo”.

Con quale maglia è più bello giocare il derby: “Faccio un discorso generale: il derby giocato allo stadio Comunale di Torino non è così coinvolgente e agonisticamente è molto duro mentre i derby di Milano sono più spettacolari per lo stadio, i colori ed i tifosi; inoltre, sono molto meno duri”.

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