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ROMAGNOLI, MAURI E GLI ALTRI: FINALMENTE E’ UN MILAN GIOVANE

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La carta di identità segna anni Novanta. Non si sono mai emozionati davanti ai gol di Schillaci nelle «Notti Magiche» di Italia “90; alcuni erano troppo piccoli o nemmeno nati per vedere il rigore sbagliato da Baggio ai...

Daniele Triolo

La carta di identità segna anni Novanta. Non si sono mai emozionati davanti ai gol di Schillaci nelle «Notti Magiche» di Italia “90; alcuni erano troppo piccoli o nemmeno nati per vedere il rigore sbagliato da Baggio ai Mondiali di USA “94 o il 4-0 con cui il Milan, nello stesso anno, distrusse il Barcellona del «Dream Team» allenato da Cruijff ad Atene. Sono i giovani alla riscossa del Milan targato Siniša Mihajlović.

Tutti nati tra il “91 e il “96 per completare quella linea verde tanto voluta ed auspicata dal Presidente Berlusconi in passato e che è alla base del nuovo corso. Finalmente un ricambio generazionale dopo anni di promesse mai mantenute, dove i cancelli di Milanello venivano varcati solo da giocatori ormai sul viale del tramonto. Ora le cose sono cambiate. Una piccola e sostanziale differenza sta nel fatto che molti arrivano agli allenamenti con la patente stampata da poco o addirittura accompagnati perché ne sono proprio sprovvisti.

E’ questo il caso del sedicenne Donnarumma, portiere classe “99, che ha stregato tutti nel’ambiente per la sua precocità e le sue indubbie doti che l’hanno proiettato a vestire la maglia di terzo portiere per questa stagione. Per far capire il salto triplo di questo ragazzo basti pensare che i suoi coetanei giocano nel campionato Allievi, nemmeno in Primavera. Risalendo il campo troviamo un reparto difensivo davvero giovanissimo. Il brasiliano Rodrigo Ely è tornato alla base dopo la buona esperienza di Avellino. «Dall’alto» dei suoi 21 anni ha conquistato Mihajlović e, benché molti pensassero fosse solo di passaggio, si è fatto apprezzare a tal punto da rimanere in rosa. Accanto a lui l’ultimo arrivato Romagnoli, anno di nascita 1995, che insieme formano sicuramente una delle coppie più forti in circolazione in proporzione all’età.

Sebbene sulla fascia ci sia sempre De Sciglio che sembra un veterano, ma è comunque del 1992, c’è un altro giocatore che è salito alla ribalta in questi primi mesi di allenamenti. Si tratta di Davide Calabria. Elogiato dal mister e dallo staff, il neo maggiorenne, classe 1996, punta a rimanere anche lui in squadra per magari giocarsi le sue chance in un ruolo storicamente sempre molto delicato. In mezzo al campo altri due nuovi innesti possono considerarsi anagraficamente «in erba». Il romano Bertolacci (“91) e il funambolico Josè Mauri (“96) portano freschezza e dinamismo in un reparto dove spesso si sono rivolte la maggior parte delle critiche nei confronti di quei giocatori che facevano della staticità la loro dote principale.

Anche in attacco, in attesa delle partenze e degli arrivi, sia Suso (“92) che Niang (“94) e Verdi (“93) costituiscono una bella boccata d’ossigeno per tutto l’ambiente. Come a scuola, c’è chi termina gli studi e chi li inizia. Se questi ragazzini sono delle «matricole», altri possono considerarsi a fine esami o fuori corso. Bonera ha fatto le valigie a giugno, Paletta e Alex le stanno preparando, Nocerino forse non l’ha mai disfatta così come uno tra Matri e Cerci. Solo Zaccardo sembra essere indifferente a ciò che gli succede attorno preferendo rimanere confinato in tribuna piuttosto che giocare anche in campionati minori. L’operazione restyling tanto proclamata mesi va avanti con l’obiettivo di costruire una gran bel Milan.

Davide Benericetti

@davben86