Primi tempi regalati: Montella, così non va

L’ennesima prima frazione di gioco regalata agli avversari costringe il Milan all’uscita dalla Coppa Italia dopo la sconfitta per 1-2 contro la Juventus

di Redazione

Ieri sera, come già era successo nelle ultime due uscite di campionato contro Torino e Napoli, il Milan ha subito ben 2 gol già nel primo tempo. Un malcostume che si ripresenta e che, statistiche alla mano, dimostra le difficoltà dei rossoneri nelle fasi iniziali delle partite.

È difficile capire quali possano essere gli oscuri motivi che portano a ciò, di sicuro, per Vincenzo Montella, non è l’approccio sbagliato a condizionare i risultati: “Dipende da come la si vede. E’ un dato chiaro, anche oggi come sabato è stato merito della Juventus, perché hanno sbloccato la gara con una grande giocata. Loro sono stati molto abili nel chiudere le linee di passaggio e inoltre noi siamo stati lenti. In ogni caso la squadra non si è mai disunita, quindi merito ai miei ragazzi che sono andati vicino alla rimonta. Peccato per l’espulsione”, così infatti ha commentato l’allenatore campano nella conferenza stampa post partita.

E così l’allenatore rossonero ha spostato l’attenzione sulle capacità dell’avversario, sottolineando però come questo Milan sia in crescita e sulla strada giusta, in quanto presenta tutte le caratteristiche per fare bene in futuro: “Nel tempo riusciremo a giocare per tutti i 95′ minuti, ma per fare questo ci vuole tempo. Non è giusto secondo me estremizzare tutto, ci hanno punito in contropiede. Nel secondo tempo nonostante le difficoltà, sono riusciti ad avvicinarsi alla Juve”, così ha poi aggiunto nella stessa conferenza stampa.

In conclusione, è difficile dire che non ci sia una componente di approccio sbagliato perché, nonostante avversari tecnicamente più forti, questo stesso problema si era già riproposto in sfide contro squadre meno blasonate. Inoltre, sebbene la crescita sia visibile sul piano del gioco, sul piano caratteriale, nonostante sia più che apprezzabile il moto di reazione, il dover sempre rincorrere dimostra una certa timidezza mentale: finché non si è costretti ad attaccare non lo si fa con convinzione; la ricerca dell’equilibrio non può essere un baluardo da difendere se poi si subiscono 2 gol. Difficile dire se si tratti di mancanza di concentrazione, indolenza nel voler imporre a prescindere il proprio gioco o se sia solo una fase nel processo di crescita di un giovane gruppo, comunque molto promettente.

Valerio Paini

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