PAROLA AL TIFOSO – IL MILAN E BERLUSCONI: RICORDI INDELEBILI A SUON DI MERENDA E GAZZETTA

di Lorenzo Romagna, @RmgLnz95

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Giacomo Milesi, appartenente al gruppo facebook ‘Milan finché vivrò sarò al tuo fianco‘:20 febbraio 1986…avevo 13 anni, molti di voi erano bimbi piccoli, altri addirittura non erano ancora nati. Facevo la terza media, ma venivo da un inverno brutto, anzi bruttissimo. Avevo già vissuto due volte la serie b, uno scandalo scommesse dove addirittura era coinvolto il nostro presidente dell’epoca, Felice Colombo. E ora? Ora l’incubo più brutto, la paura più grande: il mio vecchio e paralitico Milan rischiava di sparire, con tanto di libri in tribunale. Il sig. Farina era già in Sudafrica e io leggevo tutti i giorni notizie orribili sulla gazzetta dello sport. Correvo a casa, finita la scuola, perché mia mamma mi faceva trovare la gazzetta sul tavolo, insieme alla merenda. Non c’era internet, non c’era sky: bisognava solamente aspettare il giornale.Ricordo quando questo imprenditore si avvicinò a noi, era dicembre. Gianni Nardi ci diceva: “Fidatevi di lui: è quello giusto”. Lodetti mi passava la mano sulla testa e mi diceva in milanese: “Piscinin, sta bun, damatrà” (piccolino, sta buono, dammi retta). Fino ad arrivare a quel giorno. Ovviamente non poteva sapere cosa avrebbe fatto per noi, ricordo l’intervista su canale 5, dove diceva che saremmo diventati prestissimo il club più importante d’Italia, d’europa e del mondo. Ricordo il rifacimento di Milanello (all’epoca lo affittavano per i matrimoni), ricordo il suo primo acquisto: Roberto Donadoni. Lei disse che avrebbe riacceso la luce a San siro. Dio, quanto aveva ragione…Ricordo, poi, che, mentre visionava la cassetta di un “certo” Marco Van Basten con i suoi 36 gol nell’Ajax, la stoppò all’ottava rete, chiamò Ariedo Braida e gli disse: “Vada e torni con questo ragazzo”. Ricordo il cambio della dieta alla squadra e le crostate. Ricordo il raduno in elicottero all’Arena di Milano, nel ‘86. E, poi, il primo scudetto, la nebbia di Belgrado nel giorno del mio compleanno, Gullit che si allenava nel corridoio dell’albergo davanti ai suoi occhi, i gol non visti contro la Stella Rossa, a Brema, a Madrid…poi Barcellona, Milano che si trasferiva in catalogna per una notte. E io crescevo, andavo a scuola non più con la testa bassa, ma con il petto gonfio. Pieno d’orgoglio, quell’orgoglio ritrovato che lei ci ha ridato.Ricordo quando andò dal Santo Padre, dicendogli: “Santità, mi lasci dire che lei assomiglia un pò al mio Milan. Tutti e due andiamo spesso in trasferta a portare nel mondo un’idea vincente”. Ricordo quando disse: “Tutto ciò di cui io mi occupo è profano, il Milan è sacro”.Quanto abbiamo vinto insieme? Non smetterò mai di ringraziarla e mi auguro 100 anni con lei alla guida del nostro Milan. Lei è il presidente più vincente della storia del calcio. Infinite grazie, dott.Berlusconi!Giacomo Milesi 

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