Nuovo DPCM: coprifuoco alle 22 e tutte le altre novità da giovedì

MILAN NEWS – Ecco la bozza del nuovo DPCM che dovrebbe entrare in vigore a partire da giovedì. Niente spostamenti nelle zone rosse e coprifuoco alle 22.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi
Giuseppe Conte

MILAN NEWS – Circola già la bozza del DPCM che il governo di Giuseppe Conte sta discutendo con le Regioni in queste ore. Già questa sera è prevista la firma del Premier. Misure anti-Covid ancora più stringenti per migliorare la drammatica situazione della seconda ondata. La principale novità sta nel fatto che ci saranno regole diverse per aree, denominate rosse, arancioni e verdi. Ecco alcuni dei principali dettagli che cominciano ad affiorare dalla bozza:

Stop agli spostamenti in aree scenari 3 e 4 – Nelle aree considerate ad alto rischio e che dunque ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell’Iss – quelle con uno scenario di ‘elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di ‘massima gravità – “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori”. Dunque quarantena e isolamento. Può riguardare intere “Regioni o parti di esse”. La differenza tra zone in scenario 3 e quelle nel 4 consiste nel fatto che in queste ultime sono vietati anche gli spostamenti “all’interno dei medesimi territori”, quindi totale lockdown.

Coprifuoco dalle 22 alle 5 – “Dalle ore 22:00 alle ore 5:00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Trasporto pubblico al 50% della capienza – Novità anche a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale. Sarà consentito “un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”; questo non riguarda, però, il “trasporto scolastico dedicato”.

Misure d’intesa con Regioni valide per 15 giorni – Le “ulteriori misure di contenimento del contagio” nelle Regioni, o in parte di esse, che ricadono nello scenario di rischio 3 o nello scenario di rischio 4 entrano in vigore “con ordinanza adottata dal Ministro della salute d’intesa con il presidente della Regione interessata”. La verifica del ministero della Salute dei presupposti che pongono una Regione nello scenario 3 (“elevata gravità e livello di rischio alto”) o nello scenario 4 (“massima gravità e livello di rischio alto”) avviene con “frequenza almeno settimanale”. Le ordinanze “sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto”.

In zone a massimo rischio chiusi anche negozi – Nelle zone 4 chiuse dunque anche le attività dei negozi e mercati: “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”. Tutto in lockdown (salvo la consegna a domicilio l’asporto consentito fino alle 22) e le attività sportive. Resta invece consentita l’attività motoria “in prossimità della propria abitazione” e con obbligo della mascherina e l’attività sportiva “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”. Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti. Limitato in queste zone anche “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità.

Smart working ai livelli massimi – Smart working il più possibile, sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, e ingressi differenziati del personale nel nuovo DPCM. In particolare, le pubbliche amministrazioni (salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza) dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione”.

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