Bennacer: “Milan, tifosi incredibili. So che devo fare ancora meglio”

Ismaël Bennacer, classe 1997, regista franco-algerino del Milan, si è raccontato ai microfoni di ‘Milan TV’ nel corso di un’intervista con Giorgia Palmas

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILANIsmaël Bennacer, classe 1997, regista franco-algerino del Milan, si è raccontato ai microfoni di ‘Milan TV‘ nel corso di un’intervista con Giorgia Palmas. Queste le dichiarazioni più interessanti di Bennacer:

Sull’origine della sua passione per il calcio: “A 7-8 anni giocavo a scuola, fuori, avevo sempre il pallone con me. Quando ho cominciato a giocare a calcio, non ero sempre il più bravo. Ero anche meno forte di altri amici che giocavo con me, ma sognavo di diventare un calciatore. Avevo nella testa questo sogno, ma non sapevo se si potesse concretizzare. Era difficile: devi avere un po’ di tutto. Devi essere fortissimo, forte di testa, avere un po’ di fortuna. Tutto questo io l’ho avuto”.

Sui suoi primi passi in Prima Squadra in un club: “Il secondo allenatore mi ha chiamato, mi ha detto ‘Sei in vacanza’? Io risposi: ‘No no sono libero’. Era un martedì, l’allenatore voleva vedermi il giorno dopo in amichevole con la Prima Squadra, avevano tanti infortunati …”.

Sulla maglia rossonera numero 4: “La mia prima maglia da titolare è stata contro il Brescia, quando l’ho messa la prima volta è stato bello. In allenamento ed in partita, vedo il logo del Milan ed è sempre un’emozione. Voglio fare bene, sicuramente, so che devo fare ancora meglio. Piano piano, sto imparando, sono molto contento di essere qui. Sto imparando tanto, sono uno di quelli che lavora tanto”.

Su cosa pensa quando gli parlano di Milano: “Moda, piazza Duomo e San Siro’.

Sul suo primo impatto con ‘San Siro’ ed i tifosi del Milan: “L’anno scorso con l’Empoli, quando sono venuto qui, mi tremavano le gambe. Era incredibile, i tifosi, tutto. Mi ricorda un po’ Marsiglia: al Milan hanno tanto fervore e questo lo sento ogni partita che gioco, anche se non stiamo bene bene, sentiamo tutti i tifosi che sono dietro di noi, questo è molto bello”.

Su cosa farà quando segnerà il primo gol per il Milan: “Devo pensare a tirare, prima, poi si vedrà. Non ho ancora pensato, ma penso che vado sotto la Curva Sud, sotto dai tifosi”.

Sull’outfit ‘particolare’ il giorno della firma: “Quando il procuratore vide la foto, mi ha chiamato e mi ha detto ‘Siamo fortunati che sei venuto a Milano, che è la Capitale della Moda …’.

Sui cori della Curva Sud: “Lucas Paquetá canta sempre quello che fa ‘forza, lotta, vincerai …”.

Sulla sua fede: “La cosa più importante è la mia fede. Aurelio Andreazzoli, all’Empoli, sapeva che prima dell’allenamento, prima delle riunioni, ho un orario per pregare. Un giorno lui aveva bisogno di me perché qualcuno era infortunato, non ricordo bene. Entrò in spogliatoio e mi trovò a pregare”.

Sui tifosi del Milan: “Sono incredibili”.

Sull’Algeria: “Ho vinto la Coppa d’Africa, il titolo di miglior giocatore del torneo e quello di miglior giocatore giovane, anche. Ho tenuto questa coppa. Quella di MVP totale l’ho data a mia mamma. Nel 2016-2017 fui miglior giocatore giovane dell’Algeria: alla premiazione, quella sera, c’era anche Paolo Maldini, che diede il Pallone d’Oro algerino al vincitore”. Intanto, emergono novità sulla possibile realizzazione del nuovo stadio a Milano: per le ultime, continua a leggere >>>

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