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Milan, l’ex AD di TIM: “Elliott ha lasciato l’azienda in una palude”

Paul Singer, boss del fondo Elliott e dell'AC Milan (fonte wikipedia)

Genish, ex AD di TIM ha parlato del fondo proprietario del Milan e dell'accordo con DAZN: ecco tutte le sue dichiarazioni.

Stefano Bressi

Fino a tre anni fa Amos Genish ha guidato Telecom Italia nel ruolo di AD e ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato anche di Elliott, fondo proprietario del Milan, non proprio con parole al miele. Ecco le sue dichiarazioni alla Repubblica, in cui ha affrontato anche tanti altri temi: "A leggere i numeri, la situazione dei conti è critica, ma con il giusto management e nuovi investimenti sul digitale, TIM si può ancora rilanciare. Sono convinto che Pietro Labriola abbia le caratteristiche giuste per costruire una squadra di manager forte, fermare l’emorragia di ricavi e margini,rinegoziare il contratto con DAZN e riportare l’azienda su un percorso virtuoso.Non si vendono asset quando sei in una posizione di debolezza, perché il prezzo che riesci a spuntare sarà comunque ingeneroso".

Sul fondo KKR: "Quella di Kkr non è un’offerta ma una manifestazione di interesse, che richiede una due diligence su un’azienda quotata e arriva a sorpresa sul tavolo del CdA solo dopo che l’AD Luigi Gubitosi aveva ricevuto segnali di sfiducia e dopo che era già stato convocato un board per discuterne. In tre anni Gubitosi ha perso il 20% dei ricavi e il 60% degli utili, per non parlare di come è salita la leva e crollato il titolo".

Su Gubitosi: "Gubitosi ha perso la fiducia del cda dopo che non ha portato i risultati in tutti i settori e ultimamente anche per il contratto di DAZN. Il mix tra sport e offerta digitale è corretto, ma l’accordo finanziario è sbagliato. Conosco i vertici di DAZN, e ora che c’è un nuovo management sono certo che si siederanno a un tavolo per rinegoziare su altre basi i termini dell’accordo".

Sugli 11 miliardi di offerta: "Credo che Telecom abbia tanto potenziale e asset unici e irripetibili da valorizzare. Ma per creare valore ci vuole tempo. Se TIM nei nove mesi non avesse avuto quei risultati, nessun fondo avrebbe osato farsi avanti con un’offerta di quel tipo a un prezzo così basso. Inoltre dubito che la proposta sia nell’interesse del Paese, dei dipendenti e di tutti gli azionisti. Se Kkr per massimizzare la leva caricasse il gruppo di debiti, paura già condivisa dalle agenzie di rating tra cui Fitch, i primi a rischiare sarebbero i dipendenti, e mi creda in TIM ci sono ottime persone".

Su Elliott: "Le ricordo che anche Elliott, che ha supportato Gubitosi e la sua nomina, nel marzo 2017 è arrivata con un piano, mai realizzato, promettendo di raddoppiare il valore, e poi un anno dopo se n’è andata lasciando l’azienda in una palude, a pagare un dividendo che con gli investimenti che deve fare sul 5g e sulle reti non si può permettere". Leggi la nostra intervista esclusiva ad un ex compagno di Ibrahimovic all'Ajax

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