Milan: le due punte sono imprescindibili, ma la difesa resta un problema

La vittoria di San Siro contro la Sampdoria rilancia le ambizioni del Milan: la squadra ha ben reagito al doppio ko contro Inter e Betis e ha dimostrato di essere stretta intorno a mister Gattuso

di Redazione

di Enrico Maggioni

Contro la Sampdoria, Gennaro Gattuso ha avuto il coraggio di svoltare: la scelta di schierare la formazione con l’inedito modulo 4-4-2 è stata premiata con una prestazione gagliarda, che ha confermato le buona qualità offensive dal Milan ma anche evidenziato oggettive lacune in fase difensiva.

La presenza dell’energico Patrick Cutrone al fianco del Pipita Higuain ha sortito gli effetti sperati: il numero 63 rossonero ha messo a segno il gol del vantaggio milanista,  servito all’argentino la rete del pareggio e, con la sua carica esplosiva, ha contagiato di entusiasmo tutta la squadra. Alla pericolosità del duo d’attacco, sostenuta dall’ottimo Suso, cui ha fatto eco la lodevole prestazione di Lucas Biglia, sempre più padrone della mediana rossonera, fa invece da contrasto una organizzazione difensiva lacunosa ed a tratti davvero imbarazzante.

Le reti subite dal Milan nella prima frazione di gara, imputabili alla fragilità di Davide Calabria, troppo molle nell’affrontare il redivivo Saponara ed in grave ritardo nella diagonale in occasione del raddoppio di Quagliarella, sono lo specchio di un reparto fragile, poco protetto dal centrocampo e con interpreti dai notevoli margini di miglioramento. La scelta del 4-4-2 obbliga inoltre gli esterni ad una estenuante doppia fase: se la catena di sinìstra, composta da Diego Laxalt e Ricardo Rodriguez, ha lavorato con successo e limitato gli affondo avversari, a destra Suso ha spesso lasciato Calabria in balia degli esterni blucerchiati.

Il Milan ha subito reti per la quindicesima volta consecutiva in campionato; con i gol incassati ieri sono salite a tredici le marcature al passivo, di cui ben dieci incassate nella ripresa. Positivo il non aver subito gol nella seconda parte della gara di domenica: segno che l’attenzione e la volontà rossonere sono cresciute nel corso della partita. Servirà tuttavia, come ben sottolineato da Gattuso, un ciclo di 7-8 partite per testare il nuovo modulo e recuperare quella compattezza necessaria a rendere meno perforabile la retroguardia rossonera.

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