Milan, la palla è in mano a Elliott: spunta l’asse tra Goldman Sachs e Ross

Dopo il no della UEFA e i dubbi sul patrimonio di Li Yonghong, torna in ballo il fondo Elliott. Spunta anche un asse tra Goldman Sachs e Ross

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Dopo la pesante notizia del no della UEFA al settlement agreement richiesto dal Milan, torna in ballo il fondo Elliott come ago della bilancia per il futuro del Milan.

Come riportato da Milan Finanza, infatti, Li Yonghong ora deve decidere cosa fare. La palla è però in mano del fondo americano, che potrebbe quindi far valere i propri diritti sul club e la Rossoneri Sport Investments, per poi cedere il club, per una cifra più alta dei 303 milioni di prestito, cioè per 400-500 milioni di euro. Potrebbero così entrare in campo altri soggetti, come Hps, già disponibile al rifinanziamento, che ora potrebbe lievitare a 400 milioni. Ma, con il progetto stadio tornato in auge nelle scorse settimane, sarebbe un’altra la cordata che potrebbe entrare in gioco.

Si tratta di Goldman Sachs e Stephen Ross, proprietario dei Miami Dolphins, squadra di football americano che, come affermato da Milano e Finanza e riferito da Repubblica, sarebbe interessato a raddoppiare la presenza sul mercato calcistico italiano, dopo quello con la Roma per la realizzazione del nuovo stadio a Tor di Valle. Tutto sarà chiarito prima dell’inizio del calciomercato.

TI POSSONO INTERESSARE ANCHE:

Sky – Da Casa Milan filtra sorpresa e delusione

COMUNICATO UEFA – Milan deferito alla camera arbitrale CFCB

La UEFA nega il settlement: Milan rinviato a giudizio. A giugno la decisione

SONDAGGIO PM – Vota la miglior parata 2017/18 di Donnarumma

Torino, Petrachi: “Belotti è un punto fermo, ce lo temiamo stretto”

Tutti pazzi per Bonaventura: Jack accende il mercato

Callejón-Mandžukić: l’accoppiata stuzzica il Milan

SEGUICI SUFacebook /// Twitter /// Instagram /// Google Plus /// Telegram

SCARICA LA NOSTRA APPiOS /// Android

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy