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MIHAJLOVIC, ormai Inzaghi è solo un ricordo

Sinisa Mihajlovic, allenatore serbo del Milan (credits: GETTY Images)

Mihajlovic ha staccato definitivamente PippoInzaghi. Non solo per i punti in classifica ma anche per la differenza reti, le reti subite e i gol fatti.

Donato Bulfon

Dopo 23 giornate di cammino a braccetto, Mihajlovic accelera e stacca Inzaghi. È l’ultimo dei continui confronti con il predecessore con cui Mihajlovic ha dovuto fare i conti nella prima parte della stagione. Dal periodo di contestazione totale ("Mihajlovic ha meno punti di Inzaghi") al periodo di contestazione parziale ("Mihajlovic ha pochi punti più di Inzaghi ma ha avuto novanta milioni in più per il calciomercato”), si è giunti oggi al momento del sorpasso decisivo.

L’allenatore serbo ha infatti collezionato 39 punti contro i 30 dell'anno scorso, ha una differenza reti migliore (+9 contro +3) e la classifica, peggior nemica dell’anno scorso, finalmente sorride. I nove punti in più hanno infatti notevolmente migliorato la situazione del campionato scorso, che alla 23esima giornata vedeva i rossoneri all’undicesimo posto, con la missione impossibile di 12 lunghezze da recuperare sul terzo posto. Quest’anno la distanza dalla zona Champions è dimezzata e, seppur difficile, la rimonta sembra a portata. Oltre al campionato, anche i risultati in Coppa Italia rafforzano la stagione di Mihajlovic. Certo, la fortuna ha fatto la sua parte, spianando il cammino dei rossoneri. Ma la finale è a un passo (servirebbe un suicidio calcistico in casa con l’Alessandria per farla sfumare) e la sconfitta contro la Lazio ai quarti dell’anno scorso appare oggi un lontano ricordo. Finale di Coppa Italia che significa rinsaldare ulteriormente l’ingresso in Europa: se infatti il Milan dovesse vincere il trofeo, sarebbe automaticamente qualificata all’Europa League del prossimo anno; altrimenti basterebbe il sesto posto in campionato.

Come ha detto il presidente rossonero Berlusconi dopo il derby, gli allenatori vivono di risultati e da essi dipendono. Tuttavia il sorpasso di Mihajlovic su Inzaghi è dato anche dal gioco proposto dalla sua squadra. Se l’anno scorso si trattava di un Milan “menez-centrico”, questo Milan sembra aver trovato la quadratura giusta dal punto di vista tattico. È una squadra che esprime un gioco semplice ma preciso, talvolta persino brillante ( l’azione che ha portato al gol di Bacca a Palermo, con triangolazione Honda-Abate-Bacca, ne è un esempio). C’è da dire che Bacca, esattamente come Menez l’anno scorso, ha fatto 12 gol. Però se le reti del francese provenivano principalmente da rigori o da invenzioni estemporanee, quelle del colombiano sono tutte finalizzazioni di manovre corali: sempre presente in area, trasforma in rete ogni pallone che gli arriva. In questo senso, se Menez era l’emblema del caos inzaghiano, Bacca è il simbolo della rinnovata organizzazione tattica imposta da Sinisa Mihajlovic, il condottiero che guiderà il Milan attraverso la rinascita.

Federico Graziani

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