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KUCKA: “Nel derby abbiamo avuto la certezza di essere da Champions”

Juraj Kucka, centrocampista del Milan (credits: GETTY Images)

Per parlare del Milan e degli obiettivi dei rossoneri, il quotidiano 'Tuttosport' ha intervistato Juraj Kucka. Ecco le sue parole...

Lorenzo Romagna

Juraj Kucka si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nella squadra di Sinisa Mihajlovic. E anche per la gara con il Torino dovrebbe essere riconfermato al fianco di Bertolacci. Per parlare della sua attuale stagione e degli obiettivi dei rossoneri, il centrocampista è stato intervistato da 'Tuttosport': "Non affrontiamo squadre di prima fascia, questo è vero. Ed è altrettanto vero che nello stesso tempo ci sono scontri diretti che potrebbero accorciare la classifica. Però non credo che Torino, Sassuolo e Chievo possano essere per noi delle passeggiate. Di sicuro, da questo trittico di gare usciremo con le idee molto chiare sul nostro obiettivo finale".

Sul trasferimento al Milan: "E’ avvenuto tutto un po’ di corsa. Proprio l’ultima giornata di mercato, dopo che già avevo cominciato il campionato contro il Genoa. Mi sono detto: questa è l’occasione della vita, non la puoi buttare. E adesso posso dirmi moderatamente soddisfatto. Un atleta non deve mai ritenersi soddisfatto totalmente perché c’è sempre qualcosa in cui puoi e devi migliorare. Però diciamo che le cose stanno andando come mi aspettavo".

Sulla sua svolta: "Non c’è stato un preciso momento della svolta per me. Però certamente il mio rendimento è cambiato, nel corso delle settimane e dei mesi. All’inizio non credo di aver pagato tanto il modulo visto che anche al Genoa, ogni tanto, mi è capitato di giocare in un centrocampo a tre. Piuttosto, ho impiegato del tempo a capire quello che Mihajlovic voleva da me".

Sulla svolta del Milan: "Non è stata a Napoli, era già cambiata prima. Lì abbiamo solo avuto la conferma che possiamo giocarcela con tutte. La svolta è arrivata nel derby".

Sulla partita con il Napoli: "Ci hanno definito una provinciale? Nessun problema, davvero. Non credo sia vietato individuare il modo migliore per mettere in difficoltà l’avversario e metterlo in pratica con ordine e precisione. Se avessimo giocato aperti, dal Napoli ne avremmo presi tre o quattro. Già così, giocando chiusi, nel primo tempo abbiamo subito troppo. Figuriamoci se avessimo giocato aperti… Credo sia stata una prova di maturità. Anche perché nella ripresa abbiamo giocato alla pari e creato le nostre occasioni

Sul derby vinto 3-0: "Non capita tutti i giorni che l’Inter perda 3-0. E capita ancora meno spesso che un derby finisca con un punteggio così netto. Però sono onesto: se Icardi non avesse fallito il calcio di rigore non so come sarebbe finita la partita. Invece lui sbaglia e noi subito dopo andiamo sul 2-0. Il momento decisivo della stagione. Anche se già in precedenza c’erano stati netti segnali di miglioramento. Contro la Roma, ad esempio. Solo che non era arrivato il successo".

Sulla Champions League: "Se è possibile? Penso proprio di sì. In fondo, quando nel 2016 abbiamo affrontato Roma, Fiorentina e Inter, abbiamo dimostrato di non essere inferiori a loro, anzi. Abbiamo pareggiato con i giallorossi, ma rischiando più volte di vincere. E le altre due gare le abbiamo vinte senza troppe discussioni. Ecco perché prima ho detto che nel derby abbiamo avuto la certezza di poter essere da Champions: non solo perché abbiamo superato l’Inter con goleada, ma perché è stata la conclusione di una serie di gare contro le rivali dirette per quell’obiettivo".

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