IL RITORNO DI RICCARDINO

di Pietro Locatelli

http://www.calcioweb.eu/Grande festa tra i tifosi rossoneri, cori in aeroporto, fuori da Milanello, da Giannino e dalla sede, questo ciò che ha accolto l’arrivo di Kakà a Milano, di ritorno dai 4 anni di Madrid. 4 anni negativi, costellati da infortuni, brutte prestazioni, panchine, addirittura tribune, niente a cui il pallone d’oro 2007, pagato 67 milioni di euro, era abituato. Ricardo era abituato all’amore dei tifosi milanisti, al boato dello stadio al suo ingresso, ai suoi gol e alle sue giocate, al rispetto totale dello spogliatoio e al riconoscimento della propria figura di leader. Questo mancava Kakà e questo pensava di ritrovare in Italia. Pronti, via! E gli infortuni tornano a bussare alla sua porta. 70 minuti giocati contro il Torino, dopodichè la sostituzione e l’annuncio dello stop. Piovono le critiche per l’acquisto del trequartista brasiliano, considerato inutile per questa squadra e solo un affare di marketing, atto a vendere magliette, spazi sponsor e biglietti per lo stadio. Poi il calvario, la riabilitazione e il ritorno all’allenamento, infine la convocazione per il Barcellona. Tutti sapevano che avrebbe giocato uno scampolo di partita, ma nessuno si aspettava che Allegri tentasse il tutto e per tutto e lo mandasse subito in campo. E invece lui c’è, sia tra i titolari che nel gioco rossonero, combina con Robinho, si sacrifica in campo e salta l’uomo, è il migliore di una straordinaria prova di carattere del Milan che strappa un pareggio ai blaugrana. Poi la partita di Parma, un po’ spenta per tutti, ma Ricardo è in crescendo, si muove, lotta e sbatte contro la difesa, ma non molla mai. E alla fine il match casalingo contro la Lazio, dove subito fa capire chi c’è in campo, subito fa capire che non è morto, che è il Kakà di sempre, quello che i tifosi rossoneri, e solo loro, conoscono. Contro i biancocelesti si mette subito in mostra, provocando ben più di un brivido a Marchetti, fino a quando, al nono minuto del secondo tempo, sfodera la magia, riceve palla da Balotelli nell’angolo sinistro dell’area, esce, si accentra e lascia partire una pennellata di destro che il portiere avversario non può fare altro che osservare, mentre si deposita nel sette alla sua sinistra. S.Siro esplode, 1600 giorni dopo l’ultimo boato della Sud al campione brasiliano, esultano tutti, dai tifosi ai giocatori, sono tutti in piedi per lui, perché in cattedra stasera non c’è Mario o Montolivo, ma c’è lui, Riccardino Kakà.

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