Galliani: “Quella vittoria di Manchester, una goduria pazzesca!”

Adriano Galliani, ex amministratore delegato rossonero, ha parlato alla mostra: “I Grandi Successi del Milan”. Ecco le sue dichiarazioni

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Adriano Galliani, ex amministratore delegato rossonero, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni alla mostra I Grandi Successi del Milan, visibile nel Palazzo Lombardia: “Ho lavorato con Berlusconi sin dal 1979, ero di Monza, tifavo per il Monza e mi occupavo del Monza. Gli amici di Berlusconi mi consideravano solo un esperto di calcio. Poi Berlusconi ha deciso di prendere il Milan, rilevandolo in tribunale il 20 febbraio del 1986, e nominandomi Ad. Quella squadra nacque il 1º luglio del 1987, quando scegliamo Sacchi, Gullit e Van Basten: Berlusconi ci porta al castello di Pomerio, convoca il Milan e ci dice che avremmo dovuto vincere il campionato per andare in Coppa dei Campioni e vincerla nell’89. I giornalisti non erano proprio convinti, anzi ironizzavano, poi lo hanno combattuto, ma alla fine ha vinto lui”.

Sulla cavalcata di successi: “Vinciamo in rimonta lo Scudetto sul Napoli e poi anche la Coppa dei Campioni. Il buon Dio ci fa scendere la nebbia a Belgrado e arriviamo fino a Barcellona vincendo, diventando campioni del mondo poi battendo il Medellín nell’Intercontinentale. Da lì comincia l’epopea che ha cambiato il calcio: prima ci riuscì l’Ajax, poi il Milan di Sacchi, poi il Barcellona di Guardiola. E noi siamo orgogliosi di essere una di queste tre squadre”.

Sui 31 anni di Berlusconi al Milan: “Negli anni, abbiamo avuto tre grandi periodi, con tre grandi allenatori, cioè Sacchi, Capello e Ancelotti. Sono davvero orgoglioso di aver vissuto un periodo meraviglioso, ancora adesso di notte guardo le vecchie partite del Milan e mi emoziono. Non ci sarà mai una cosa come quella di Manchester: battere l’Inter in semifinale e la Juventus in finale, è stata una goduria pazzesca! Tornati da Manchester organizzammo una cena, con il mio dottore, e anche dopo 4-5 giorni, rivedendo il rigore di Shevchenko, avevo paura lo sbagliasse”.

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